Francisco Cervelli a RBN: "Sì, con Spalletti si può ricostruire una Juve vincente"

Francisco Cervelli a RBN: "Sì, con Spalletti si può ricostruire una Juve vincente"TUTTOmercatoWEB.com
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di Daniele Petroselli

Ospite d'eccezione a Fuori di Juve, trasmissione di Radio Bianconera. A parlare è stato Francisco Cervelli, ct dell'Italia del baseball, reduce dalla storica impresa contro gli Stati Uniti nel World Baseball Classic, grande tifoso bianconero. Ed è partito dal baseball: "E' stato uno spettacolo vincere contro USA, ma anche contro Messico, nazioni con un livello di baseball unico. Stimolo per l'Italia del calcio? Per me andiamo al Mondiale. Sono 12 anni che non ci andiamo, dobbiamo pensare una partita alla volta, con fiducia, e si trova sempre il modo per fare bene". 

Poi ha confessato: "Ho iniziato nel '94, dopo il Mondiale degli Stati Uniti, ad innamorarmi del calcio e della nazionale italiana. E poi ho cominciato a guardare di più il calcio. Il mio idolo è diventato Del Piero e oggi tifo la Juve fino alla morte. Io penso che con Spalletti si può ricostruire una Juve vincente. E' una questione di cicli, ce lo dice la storia del calcio e dello sport. Ogni volta mi arrabbio quando si perde, ma si deve capire che lo sport è difficile. Il Como oggi non è quello di 10 anni fa, ma qualsiasi squadra è così. Spalletti è un allenatore di alto livello, i giocatori lo seguono e se non si trovano i risultati oggi, lo si farà domani".

E sul giocatore che segue di più oggi: "Yildiz è probabilmente il futuro di questa squadra, il giocatore più importante, che vale la pena vedere allo stadio. Ma mi piace tantissimo McKennie, perché può ricoprire tanti ruoli. E' importantissimo per questa squadra, lui riesce sempre a dare una mano. E mi piace anche Conceicao, con quella velocità è interessantissimo". E ha concluso dicendo: "Quarto posto? La Juve ce la può fare. Si deve pensare partita dopo partita, senza pensare troppo in là. Serve pazienza, e i risultati arrivano. E spero che il prossimo anno arrivi Bernardo Silva. Siamo cresciuti con centrocampisti forti, e serve ritrovare giocatori simili, per costruire un altro tipo di squadra".