Il manifesto programmatico di Comolli, ma ora non può sbagliare
Quello di Damien Comolli, che ha parlato dal palco del Financial Times Business of Football Summit di Londra, è un vero e proprio manifesto programmatico. “Dobbiamo mantenere lo stesso allenatore, la stessa strategia, lo stesso stile di gioco”, ha dichiarato l’amministratore delegato della Juventus, lasciando intendere che la stagione dei rinnovi non sia ancora finita.
Dopo Yildiz è toccato a Pinsoglio, ma nei prossimi giorni arriverà anche la nuova firma di McKennie. Più in là, ma non troppo, nonostante le parole del diretto interessato che continua a rinviare tutto al termine della stagione, dovrebbe esserci l’incontro con il mister Luciano Spalletti. Nei giorni scorsi sono circolate voci di un tecnico in discussione nel caso in cui la squadra non centrasse la qualificazione in Champions League.
Prima Chiellini, poi Comolli si sono affrettati a fermare i rumors, ma lo stesso Spalletti non firmerà in bianco. Se per l’ad manca poco per competere con le prime della classe per il tricolore, pare che l’allenatore toscano abbia chiesto almeno quattro titolarissimi e altri tre elementi di contorno. Insomma, serve costruire, anche l’ossatura della squadra, poiché quattro elementi sono quasi metà dei titolari considerando i giocatori di movimento e provando ad aggiungere solo il contorno negli ultimi anni non si è fatto altro che indebolire la squadra.
Dopo due mercati in linea con i disastri della precedente gestione sportiva, dunque, Comolli è chiamato a dare una svolta qualitativa al suo operato. Nessun fondamento, infatti, sulle voci che lo vedrebbero in discussione oggi, ma a partire dalla prossima estate, il dirigente francese si gioca tanto della sua permanenza alla Juve.
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