Il problema del centravanti di peso nella Juventus di Spalletti

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di Nerino Stravato

La Juventus di Luciano Spalletti sta trovando una propria identità tecnica e mentale, ma resta un nodo tattico evidente che accompagna questa fase della stagione: l’assenza di un centravanti di peso capace di dare soluzioni diverse quando le partite si bloccano.

Con Dusan Vlahovic fermo ai box fino a marzo per infortunio e con un contratto in scadenza che rende incerto il suo futuro, Spalletti è costretto a lavorare senza un vero riferimento fisico in area. Una mancanza che diventa ancora più evidente considerando che Jonathan David e Loïs Openda, pur essendo attaccanti moderni, mobili e tecnici, non garantiscono quei centimetri in area fondamentali contro difese chiuse e avversari arroccati.

Il sistema offensivo della Juventus si regge quindi su soluzioni alternative. Una su tutte è il lavoro di Weston McKennie, diventato ormai un’arma strutturale: i suoi inserimenti senza palla e la sua presenza sulle palle alte permettono alla squadra di non essere completamente sterile quando il gioco si sviluppa sugli esterni. Anche Khéphren Thuram, nelle intenzioni di Spalletti, dovrà iniziare a riempire l’area con più continuità, attaccando il secondo palo e portando fisicità nei sedici metri.

Tuttavia, per quanto queste soluzioni siano funzionali, il problema rimane. Quando la Juventus affronta squadre che difendono basse, compatte e aggressive sui duelli, la mancanza di un numero nove strutturato limita le varianti offensive. Senza un riferimento capace di tenere impegnati i centrali, vincere duelli aerei e trasformare cross e seconde palle in occasioni concrete, il rischio è quello di dover sempre passare dalla giocata perfetta o dall’uno contro uno sugli esterni.

Ed è qui che entra in gioco il ragionamento di mercato. La dirigenza bianconera sta valutando se intervenire subito o rimandare tutto alla sessione estiva di giugno. L’idea prevalente, al momento, sembra essere quella di aspettare, anche per non stravolgere equilibri economici e tecnici a metà stagione. Ma attenzione alle opportunità.

Un nome che viene monitorato con grande interesse è quello di Pellegrino del Parma, profilo giovane ma già strutturato fisicamente, seguito con attenzione dagli osservatori della Juventus. Non è un’operazione imminente, ma rappresenta l’identikit del tipo di giocatore che Spalletti vorrebbe avere a disposizione: un attaccante capace di dare peso specifico all’area senza snaturare il gioco della squadra.

Nel frattempo, Spalletti continuerà a lavorare sulle soluzioni interne, spingendo centrocampisti e esterni a occupare meglio l’area e aumentando il numero di uomini coinvolti nell’ultimo terzo di campo. Ma il messaggio è chiaro: per completare davvero la sua Juventus, prima o poi, servirà anche un centravanti di peso. E il mercato, tra gennaio e giugno, sarà chiamato a dare una risposta.