Juve ascolta Pjanic: "Con Spalletti apri un ciclo. Servono questi acquisti..."
Miralem Pjanic ha giocato con la Juve nel quadriennio 2016/2020, nei primi tre anni con Allegri in panchina, Sarri nell'ultima stagione. Con la maglia bianconera l'ex centrocampista bosniaco ha totalizzato 178 presenze, condite da 22 gol. La sua esperienza torinese è stata contraddistinta dalla conquista di 4 scudetti, 2 Coppe Italia e 1 Supercoppa italiana. Negli ultimi anni più volte si è parlato di un suo possibile ritorno, ma alla fine non si è fatto nulla.
Pjanic è rimasto molto legato alla Juve. In un'intervista a La Gazzetta dello Sport, l'ex centrocampista, ritiratosi dal calcio giocato a gennaio, in primis è tornato sul 3-3 tra bianconeri e Roma, squadra in cui ha militato prima dello sbarco alla Continassa: "L'altra sera la Juve ha tirato fuori il suo Dna, lo spirito del fino alla fine. La corsa Champions è ancora lunga, mancano 11 gare e i bianconeri possono qualificarsi". Sul possibile rinnovo di Spalletti, a prescindere dall'esito della stagione: "Non sono stupito di questa decisione, sono stato allenato dal mister sei mesi quando ero a Roma: è un tecnico top. Lui ha dato un'identità precisa alla squadra e il club ha bisogno di stabilità per tornare a vincere, è l'uomo giusto per aprire un ciclo, ma non basta. Servono tre colpi di livello, uno per ogni reparto"
Consigli per gli acquisti: "Se non sarà possibile prendere Tonali per questioni economiche, prenderei Bernardo Silva. Il portoghese ha esperienza, personalità, qualità e carisma, con lui si volerebbe". Su Vlahovic: "Non è facile trovare un club migliore della Juve in cui giocare. Sono convinto che lui con Spalletti farebbe una stagione da record, il mister ha valorizzato tutti i bomber con cui ha lavorato: Dzeko, Icardi, Osimhen. Io ho fiducia anche in David". Infine su Allegri: "Max vedeva tutto in anticipo. Mi pungolava sulle punizioni , dicendomi che non sapevo calciarle per stimolarmi, anche se ero uno specialista. Anche Cristiano Ronaldo dopo un pò di tempo me le lasciava tirare. Quella Juve era uno squadrone".
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