Juve, non è ancora guarigione ma qualcosa è cambiato: le nuove certezze di Spalletti

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Ieri alle 23:00Primo piano
di Nerino Stravato

Juve, non è ancora guarigione ma qualcosa è cambiato: le nuove certezze di Spalletti

La Juventus risponde presente e lo fa nel modo che Luciano Spalletti si aspettava dopo la deludente prestazione di Genova. Il 2-0 contro il Napoli non rappresenta soltanto una vittoria pesante per la classifica, ma soprattutto una prima risposta sul piano dell'atteggiamento. Rispetto alla squadra compassata, poco aggressiva e quasi incapace di reagire vista a Marassi, all'Allianz Stadium si è presentata una Juventus diversa: più intensa, più determinata nei contrasti e soprattutto maggiormente coinvolta nella partita.

Il ritiro deciso dopo la sconfitta contro il Genoa sembra aver prodotto almeno nell'immediato l'effetto sperato. Non è ancora possibile parlare di una squadra guarita, perché i problemi tecnici e tattici restano e la prestazione contro il Napoli non è stata certamente perfetta. Ma un primo segnale è arrivato. E, considerando il momento attraversato dai bianconeri, non era affatto scontato.

Juventus più aggressiva: la differenza rispetto a Genova è evidente

Il primo aspetto da sottolineare riguarda proprio l'atteggiamento. A Genova la Juventus era sembrata una squadra priva di energia, incapace di reggere il confronto fisico con gli avversari e soprattutto poco reattiva nelle situazioni di gioco. Contro il Napoli, invece, l'approccio è stato completamente differente. I bianconeri hanno cercato subito di imporre la propria presenza, aggredendo gli avversari e aumentando l'intensità dei duelli.

Lo dimostrano anche alcuni episodi dei primi venti minuti. Douglas Luiz viene ammonito al 16' per un intervento su Rafa Marín, un provvedimento forse eccessivo, mentre poco prima Koopmeiners aveva rischiato il cartellino per un intervento duro su Lang. Al 20' arriva poi l'ammonizione di Lucumí per un fallo su Lucca. Tre episodi che raccontano una Juventus sicuramente più dentro la partita, anche se non sempre lucida nella gestione dell'aggressività.

Il dato dei duelli vinti, 45 contro i 38 del Napoli, conferma questa maggiore presenza fisica. La squadra di Spalletti ha inoltre conquistato 13 calci d'angolo contro i 4 degli avversari, chiudendo con 18 conclusioni complessive contro le 8 partenopee. Numeri che evidenziano una Juventus capace di prendere progressivamente il controllo della gara, pur senza riuscire a trovare immediatamente la via del gol.

È esattamente questo che serviva dopo Genova: non necessariamente una prestazione spettacolare, ma una squadra disposta a lottare, a vincere i contrasti e a non lasciare agli avversari il controllo emotivo della partita.

Vicario e una difesa che dà finalmente maggiori garanzie

Un altro elemento positivo riguarda la fase difensiva e, in particolare, il rendimento di Guglielmo Vicario. La Juventus ha trovato nel portiere un riferimento importante e anche contro il Napoli il suo contributo è stato decisivo. In apertura di gara, sul colpo di testa di Lucca servito da Politano, l'estremo difensore bianconero si è reso protagonista di un intervento straordinario, evitando che il Napoli passasse in vantaggio.

È un episodio che avrebbe potuto cambiare completamente la partita. Trovarsi sotto dopo pochi minuti, soprattutto considerando il momento psicologico della squadra, avrebbe potuto far riemergere tutte le fragilità mostrate a Genova. Vicario ha invece tenuto in piedi la Juventus, dando sicurezza al reparto e permettendo ai compagni di continuare a giocare senza dover inseguire il risultato.

È anche questo un aspetto sul quale riflettere. Nelle ultime stagioni la Juventus aveva spesso avuto la sensazione di subire gol al primo vero tiro nello specchio, ritrovandosi immediatamente costretta a rincorrere. Con Vicario, almeno in questo primo scorcio di campionato, le sensazioni tra i pali sono cambiate. La squadra ha già mantenuto la porta inviolata in diverse occasioni e il portiere sta offrendo quelle garanzie che servono per costruire una fase difensiva più solida.

Contro il Napoli, dopo qualche incertezza iniziale, anche il blocco difensivo ha lavorato bene, concedendo pochissimo agli attaccanti avversari. Una base importante sulla quale Spalletti può continuare a costruire.

Cabal convince, Cambiaso può tornare una risorsa importante

Tra le note positive della serata merita una menzione particolare Juan Cabal. Il colombiano ha offerto una prestazione convincente sulla corsia sinistra, dimostrandosi utile sia nella fase di spinta sia nel lavoro difensivo. Ha sfiorato il gol colpendo il palo di testa sugli sviluppi di un calcio d'angolo e ha garantito una presenza costante, senza rinunciare all'attenzione necessaria quando il Napoli provava a ripartire.

Il suo rientro può rappresentare una risorsa importante per Spalletti. La Juventus potrebbe finalmente avere due alternative affidabili sulla corsia mancina: Cabal e Andrea Cambiaso. 

Proprio il numero 20, d'altra parte, deve ritrovare la brillantezza e la continuità che avevano caratterizzato le sue precedenti prestazioni. Nelle ultime settimane il suo rendimento era sceso sensibilmente e la Juventus ha bisogno di recuperare un giocatore capace di incidere in entrambe le fasi. Avere Cabal come alternativa può permettere una gestione più equilibrata della corsia sinistra, mentre sulla destra Kalulu e Çelik offrono ulteriori soluzioni. Il turco, in particolare, è stato spesso utilizzato a piede invertito, una soluzione che aveva dato inizialmente indicazioni interessanti ma che nel tempo ha mostrato anche alcuni limiti.

Alajbegovic, Zhegrova e Boga: i cambi fanno la differenza

La partita contro il Napoli ha confermato anche quanto possano essere importanti le qualità individuali dei giocatori offensivi. Alajbegovic, oltre alla rete che ha sbloccato il risultato, è stato tra gli elementi più propositivi della Juventus. Il suo sinistro al 70' è stato una vera prodezza, una conclusione potente e precisa che non ha lasciato scampo a Meret.

Ma una parte importante del merito va riconosciuta anche a Zhegrova. Entrato al posto di un Kolo Muani ancora una volta deludente, il kosovaro ha dato l'ennesima scossa alla manovra offensiva bianconera. La sua capacità di saltare l'uomo e creare superiorità numerica è stata determinante proprio nell'azione del vantaggio: una grande giocata su Oliveira, seguita dal pallone servito ad Alajbegovic per la conclusione vincente.

Ancora una volta Zhegrova ha dimostrato di poter essere un'arma importante quando la Juventus ha bisogno di imprevedibilità negli ultimi trenta metri. Naturalmente resta da migliorare la continuità delle sue prestazioni e la gestione di alcune giocate, ma la sua capacità di creare pericoli non è in discussione.

Ottimo anche l'impatto di Jeremie Boga, che ha chiuso la partita con una splendida conclusione all'87'. L'ivoriano ha trovato il suo primo gol stagionale in campionato, sfruttando il servizio di Cambiaso e dimostrando di poter offrire un contributo prezioso anche a gara in corso. Due reti arrivate dai cambi offensivi, un segnale importante per Spalletti, che ha trovato dalla panchina le risorse decisive per portare a casa i tre punti.

Kolo Muani continua a deludere, Woltemade almeno aiuta la squadra a salire

Non tutto, però, ha funzionato. Il problema del reparto offensivo rimane evidente e la coppia composta da Kolo Muani e Woltemade continua a non offrire le garanzie realizzative necessarie. Il francese ha disputato un'altra partita molto negativa, sbagliando diverse situazioni e confermando le difficoltà che lo accompagnano da settimane. La sua prestazione è stata insufficiente e la sostituzione con Zhegrova ha contribuito a cambiare il volto della squadra.

Woltemade ha fatto qualcosa in più, almeno nella capacità di proteggere il pallone e far respirare la squadra in alcune situazioni, permettendo alla Juventus di risalire il campo. Non è però riuscito a rendersi realmente pericoloso in area di rigore e anche per lui resta aperto il problema del gol in campionato.

La Juventus ha bisogno di maggiore concretezza negli ultimi metri. Le qualità dei fantasisti possono risolvere singole partite, come accaduto contro il Napoli, ma non possono diventare l'unica soluzione offensiva. In vista del mercato di gennaio, la questione degli attaccanti meriterà inevitabilmente una riflessione.

Il ritiro è servito, ma adesso arriva la prova più importante

La vittoria contro il Napoli permette alla Juventus di respirare e restituisce un po' di serenità a un ambiente che aveva attraversato giorni complicati. Il ritiro sembra aver prodotto una reazione, almeno sul piano mentale e caratteriale. Ma sarebbe un errore pensare che i problemi siano già alle spalle.

La squadra deve migliorare ancora molto dal punto di vista tecnico e tattico: la costruzione della manovra deve diventare più fluida, la produzione offensiva deve essere accompagnata da maggiore concretezza e il reparto avanzato deve trovare riferimenti più affidabili. Ma c'è una cosa che non può più mancare: l'atteggiamento visto contro il Napoli.

Il termine del ritiro non deve coincidere con il ritorno alle vecchie abitudini. Non si può pensare che, ottenuta una vittoria importante, sia già tutto risolto. La Juventus deve conservare quella voglia di lottare, quella aggressività e quella partecipazione che erano completamente mancate a Marassi. La crescita tecnica e tattica passa anche dalla capacità di affrontare ogni partita con la stessa determinazione.

Adesso arrivano due trasferte che rappresenteranno un banco di prova significativo. Prima la gara europea in casa dell'AZ Alkmaar, poi domenica sera la sfida di Firenze contro una Fiorentina che, quando affronta i bianconeri, trova sempre motivazioni particolari. Due ambienti difficili, due partite nelle quali serviranno concentrazione e personalità.

La Juventus ha dato un primo segnale di ripresa, ma la guarigione è ancora tutta da dimostrare. Se riuscirà a riproporre in Olanda e a Firenze lo stesso atteggiamento mostrato contro il Napoli, allora si potrà davvero parlare di una squadra sulla strada giusta. Altrimenti il rischio sarà quello di aver assistito soltanto a una reazione isolata, senza aver risolto i problemi che hanno accompagnato questo inizio di stagione.