Juve-Inter: Conceição non basta, vincono i nerazzurri 2-1. Spalletti e Carnevali hanno ancora molto da lavorare
Il Derby d’Italia va all’Inter. A Perth la squadra di Cristian Chivu supera la Juventus di Luciano Spalletti per 2-1 e chiude nel migliore dei modi la tournée. Per i bianconeri arriva invece una sconfitta che, al di là del risultato, consegna alcune indicazioni interessanti ma anche diversi interrogativi.
L’Inter è stata complessivamente superiore nei fondamentali: palleggio, qualità dei passaggi, pressione e capacità di occupare il campo. La Juventus ha avuto qualche buona fiammata, soprattutto nella parte finale del primo tempo e dopo i cambi della ripresa, ma per larghi tratti è sembrata una squadra ancora in costruzione.
Il primo tempo aveva già mostrato il problema principale. La Juventus è stata ordinata dietro, ma poco incisiva davanti. Zhegrova ha provato a creare qualcosa con le sue accelerazioni, mentre Yildiz è andato vicino al pareggio con una conclusione terminata di poco a lato. Al 34’, invece, Douglas Luiz ha pescato Cambiaso in area con una palla perfetta, ma il laterale ha scelto di mettere il pallone al centro anziché calciare.
Dall’altra parte l’Inter ha creato di più e ha trovato il vantaggio al 20’ con Dimarco, bravo a sfruttare l’iniziativa di Bonny sulla sinistra e un poco sicuro Di Gregorio. Prima dell’intervallo anche Calhanoglu e Mkhitaryan hanno costretto il portiere bianconero a intervenire.
Nella ripresa Spalletti ha cambiato molto e ha regalato anche i primi minuti in bianconero a Kolo Muani e Alajbegovic. Il giovane bosniaco è stato una delle note più interessanti: personalità, qualità e subito una giocata importante per mandare Kolo Muani in profondità. La Juventus sembrava poter crescere, ma al 62’ è arrivato il raddoppio dell’Inter con Diouf, servito da Esposito. Nell’occasione ancora non impeccabile Di Gregorio.
Il finale ha però regalato una piccola reazione bianconera. Conceição, servito da Miretti all’85’, ha trovato il gol del 2-1 con un sinistro preciso. Poco dopo è stato ancora Alajbegovic a sfiorare il pareggio, ma Martinez ha bloccato la sua conclusione. Troppo poco, comunque, per cambiare il verdetto.
Le indicazioni dalla Juventus
La nota più positiva è probabilmente Bremer, apparso in crescita e sempre più sicuro al centro della difesa. Bene anche Zhegrova, soprattutto quando ha avuto campo per puntare l’uomo, e interessante l’impatto di Alajbegovic, che ha mostrato personalità nonostante la giovane età. Meno convincenti invece Cambiaso e Di Gregorio. Il primo sembra ancora lontano dalla versione brillante vista in passato, mentre il portiere non ha trasmesso piena sicurezza in alcune situazioni.
Ma il problema principale resta la struttura della squadra. In mezzo al campo manca ancora qualcosa in termini di qualità, ritmo e personalità, soprattutto quando l’avversario alza la pressione. E davanti si avverte la necessità di un attaccante capace di incidere nei momenti in cui la partita diventa sporca, fisica e complicata.
La Juventus è dunque ancora un cantiere. Spalletti ha iniziato a mettere ordine, ma il Derby d’Italia ha mostrato con chiarezza quanto lavoro resti da fare. L’Inter, invece, è sembrata più avanti praticamente in ogni fondamentale: passaggi, pressing, intensità e gestione del pallone. Il risultato conta relativamente in agosto. Le indicazioni, invece, contano eccome.
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