Juve, la porta torna un rebus: Di Gregorio o Perin? Spalletti apre e il futuro è tutto da decidere
Le parole di Luciano Spalletti sulla gestione dei portieri non sono una semplice risposta di conferenza, ma l’apertura di un tema che accompagna la Juventus ormai da settimane: chi è davvero il titolare tra Di Gregorio e Perin?
“Entrambi sono al top”, ha detto l’allenatore. Una frase che, letta tra le righe, racconta molto più di quanto sembri. Perché se da un lato certifica la fiducia in entrambi, dall’altro conferma che le gerarchie non sono più così definite.
Negli ultimi impegni, la scelta è stata chiara: Perin titolare. L’ex Genoa ha giocato le ultime quattro partite tra campionato e Champions, vivendo un percorso in crescita. Dopo la gara di ritorno contro il Galatasaray, in cui ha subito due gol senza particolari responsabilità, è arrivata la risposta nelle partite successive.
Nel 3-3 contro la Roma ha tenuto a galla la squadra nei momenti più difficili, mentre nelle ultime due uscite contro Pisa e Udinese sono arrivati due clean sheet che hanno rafforzato la sua candidatura.
Dall’altra parte, il momento di Di Gregorio è stato più complicato. Dopo essere stato il titolare designato a inizio stagione, ha perso spazio nelle ultime settimane, restando fuori per quattro partite consecutive. Un passaggio inusuale, come sottolineato dallo stesso Spalletti, che però potrebbe avere anche un valore positivo.
L’allenatore ha parlato di un portiere “diverso”, più determinato nello sguardo e nell’atteggiamento. Segnale che questo periodo fuori può aver acceso qualcosa a livello mentale, elemento fondamentale per un ruolo così delicato.
Ed è proprio qui che si apre il dubbio in vista della sfida con il Sassuolo: Spalletti confermerà Perin o restituirà fiducia a Di Gregorio?
La sensazione è che la scelta non sarà solo tecnica, ma anche gestionale. Perché la Juventus, in questo momento, non sta semplicemente decidendo chi gioca, ma sta cercando di capire su chi costruire il futuro tra i pali.
Storicamente, la porta bianconera è sempre stata una certezza. Da Zoff a Tacconi, da Peruzzi fino a Buffon e Szczesny, passando anche per un nome come Van der Sar. L’olandese, uno dei migliori portieri della storia recente del calcio, alla Juventus però non ha lasciato un ricordo altrettanto brillante: nei suoi due anni in bianconero ha alternato prestazioni solide a errori pesanti, prima di rilanciarsi al Fulham e diventare leggenda al Manchester United.
Un passaggio che può offrire anche una chiave di lettura attuale. Perché Di Gregorio, arrivato dopo due ottime stagioni al Monza, ha mostrato qualità ma anche alcune incertezze, senza ancora trasmettere quella sensazione di sicurezza totale che storicamente accompagna i portieri della Juventus.
Allo stesso tempo, il mercato non offre soluzioni semplici. I portieri di alto livello sono pochi e costosi: profili come Carnesecchi richiederebbero investimenti importanti, mentre i top assoluti sono difficilmente raggiungibili.
Eppure, la riflessione è inevitabile. Perché un portiere top può valere diversi punti in una stagione, spesso decisivi nella corsa agli obiettivi.
Per questo, le prossime settimane saranno fondamentali. Non solo per capire chi difenderà la porta contro il Sassuolo, ma per iniziare a delineare una scelta più ampia: continuare a puntare su Di Gregorio, affidarsi all’affidabilità di Perin o tornare sul mercato.
Una cosa è certa: per la Juventus, la porta non è mai stata un dettaglio. E adesso è tornata ad essere una questione aperta.
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