Juve, ora cambia tutto: senza Vlahovic servono due nuovi centravanti

Juve, ora cambia tutto: senza Vlahovic servono due nuovi centravanti
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di Nerino Stravato

L’addio di Dusan Vlahovic alla Juventus cambia completamente i piani del mercato bianconero. La notizia del mancato rinnovo del centravanti serbo, con il contratto in scadenza il 30 giugno, era nell’aria da tempo, ma adesso obbliga la Juventus a ripensare totalmente la costruzione dell’attacco per la prossima stagione.

Negli ultimi mesi Luciano Spalletti aveva provato in tutti i modi a tenere aperta la porta del rinnovo. Non tanto soltanto per una questione tecnica, ma soprattutto per una questione strutturale. L’allenatore bianconero sa benissimo quanto sia difficile trovare in Europa centravanti fisici capaci di giocare spalle alla porta, reggere l’urto dei difensori, far salire la squadra e contemporaneamente garantire peso offensivo dentro l’area.

Per questo motivo il tecnico aveva più volte speso parole importanti per il serbo, soprattutto durante la stagione, sottolineandone l’atteggiamento, il carattere e il contributo anche nei momenti difficili.

Eppure, probabilmente, qualche segnale della rottura definitiva già c’era.

Nell’ultima conferenza stampa dopo la mancata qualificazione in Champions League, parlando dei giocatori di personalità su cui costruire la Juventus del futuro, Spalletti aveva infatti citato soltanto Yildiz, Locatelli e McKennie, senza fare il nome di Vlahovic. Un dettaglio che, col senno di poi, può essere letto come il segnale di una situazione ormai indirizzata verso la separazione.

La Juventus, dal canto suo, non ha voluto rompere il nuovo equilibrio salariale creato all’interno della rosa. Le richieste di Vlahovic erano considerate troppo elevate rispetto alla nuova linea societaria e portare nuovamente uno stipendio vicino ai 9 milioni netti avrebbe significato tornare a una gestione economica che il club sta cercando di abbandonare.

Nel corso della stessa giornata sono arrivate anche le parole di Giorgio Chiellini, intervenuto a margine di un incontro con lo Juventus Club Montecitorio. L'ex capitano bianconero non ha nascosto il proprio dispiacere per la conclusione della vicenda Vlahovic, sottolineando come il serbo fino all'ultimo abbia sempre dimostrato attaccamento alla causa bianconera e disponibilità nei confronti della squadra. Chiellini ha inoltre lasciato intendere come, alle condizioni economiche richieste dall'attaccante, una permanenza nel calcio italiano appaia oggi molto complicata. Un passaggio che conferma come la separazione sia maturata soprattutto su basi economiche più che tecniche, con la Juventus intenzionata a mantenere la propria linea salariale e Vlahovic deciso invece a non rinunciare alle proprie richieste.

Il problema, però, adesso diventa tecnico.

Perché prima la Juventus doveva cercare un attaccante da affiancare o alternare a Vlahovic. Ora invece dovrà probabilmente trovarne due.

La sensazione, infatti, è che almeno uno tra Jonathan David e Lois Openda lascerà Torino in estate, se non addirittura entrambi. E le ultime scelte di Spalletti sembrano andare proprio in questa direzione.

Negli ultimi mesi il tecnico li ha utilizzati sempre meno, arrivando in alcune occasioni persino a preferire soluzioni alternative come Boga o McKennie falso nove. Un segnale piuttosto chiaro del fatto che né David né Openda abbiano realmente convinto all’interno del nuovo progetto tecnico.

Per questo motivo la Juventus dovrà lavorare su almeno due profili offensivi con caratteristiche precise: peso fisico, capacità di giocare sotto pressione, attacco dell’area e presenza strutturale dentro la partita.

Tra le situazioni monitorate c’è quella che riguarda l’Atletico Madrid e Nico Gonzalez. Il club spagnolo vorrebbe trattenere l’esterno argentino anche senza esercitare le clausole inizialmente previste per il riscatto e questo potrebbe aprire a nuove trattative con la Juventus.

All’interno dei dialoghi tra i due club potrebbe entrare anche il nome di Alexander Sorloth, centravanti norvegese di grande fisicità e struttura, profilo che per caratteristiche si avvicina molto a quello richiesto da Spalletti.

Ma un solo attaccante non basterebbe.

Uno dei nomi che continua a orbitare attorno alla Juventus è quello di Kolo Muani. Il francese era stato a un passo dal ritorno in bianconero già la scorsa estate, ma il mancato accordo economico con il Paris Saint-Germain aveva portato poi al prestito al Tottenham praticamente nelle ultime ore di mercato.

L’esperienza inglese non è stata esaltante, sia a livello individuale che collettivo, visto che il Tottenham si è salvato soltanto all’ultima giornata, e adesso il giocatore dovrà tornare al PSG. La Juventus continua a seguirlo, soprattutto perché Spalletti ne apprezza la mobilità, la capacità di attaccare la profondità e il lavoro associativo, ma i rapporti con il club francese dopo l’ultima trattativa non sono semplicissimi e difficilmente il Paris Saint-Germain farà sconti importanti.

Altro profilo che resta monitorato è quello di Jean-Philippe Mateta. Già seguito a gennaio, il centravanti del Crystal Palace era stato momentaneamente accantonato soprattutto per dubbi legati alle condizioni fisiche. Dubbi che però sembrano essersi dissolti dopo gli ultimi mesi molto positivi vissuti in Premier League e culminati con la vittoria della Conference League.

In Italia, invece, uno dei nomi che intriga maggiormente è quello di Mateo Pellegrino del Parma. Attaccante fisico, forte nel gioco aereo e nella protezione del pallone, rappresenta uno dei pochi profili presenti in Serie A con caratteristiche strutturali vicine a quelle richieste da Spalletti. Il Parma lo considera un giocatore importante per il futuro e difficilmente lo lascerebbe partire per meno di 25-30 milioni di euro.

Ma al di là dei singoli nomi, il concetto è chiaro: l’addio di Vlahovic obbliga la Juventus a rifondare completamente il reparto offensivo.

E in una stagione senza Champions League, trovare due attaccanti di livello, strutturalmente adatti al gioco di Spalletti e sostenibili economicamente sarà probabilmente la missione più difficile dell’estate bianconera.