Juve, le risposte cercate da Spalletti: cosa lascia davvero il test contro il Nizza
La terza amichevole estiva della Juventus non consegna soltanto un'altra vittoria. Il 2-0 contro il Nizza, arrivato grazie ai gol di Douglas Luiz e Justin Obuavwoduo, offre soprattutto una serie di indicazioni tattiche che Luciano Spalletti continua a ricercare in questa fase della preparazione. Più del risultato, contano infatti gli esperimenti, le conferme e i segnali arrivati dai singoli.
Il 4-2-3-1 prende sempre più forma
Se nelle prime uscite poteva sembrare soltanto una soluzione provvisoria, dopo tre amichevoli il messaggio appare piuttosto chiaro: il 4-2-3-1 è il sistema sul quale Spalletti sta costruendo la nuova Juventus. La squadra continua a lavorare con due mediani davanti alla difesa, un trequartista centrale e due esterni offensivi chiamati a muoversi molto, alternandosi continuamente durante la partita.
Naturalmente mancano ancora diversi giocatori destinati ad avere un ruolo importante durante la stagione, ma l'impianto tattico sembra ormai definito e le prove delle ultime settimane stanno iniziando a delineare le prime gerarchie.
L'esperimento sugli esterni difensivi
Una delle novità più interessanti della serata è arrivata dalla linea difensiva. In attesa del rientro di Bremer, la coppia Gatti-Kelly continua a essere quella che offre maggiori garanzie e rappresenta, almeno oggi, il punto di riferimento della retroguardia bianconera.
Spalletti, però, ha provato qualcosa di diverso sulle corsie laterali. Nel primo tempo ha schierato Celik sulla fascia destra e Kalulu a sinistra, con Cambiaso avanzato alle spalle della punta con Miretti e Zhegrova. Nella ripresa ha invertito le posizioni dei due terzini, provandoli entrambi anche sul lato mancino.
Una scelta probabilmente non casuale. In questo momento Cambiaso non ha un vero sostituto naturale: Rouhi è partito in prestito e Cabal, almeno per ora, non sembra rappresentare la prima alternativa. Ecco perché avere due difensori capaci di adattarsi anche sulla corsia sinistra potrebbe offrire a Spalletti una soluzione in più, soprattutto nelle gare in cui servirà maggiore solidità difensiva. Pur giocando sul piede invertito, sia Kalulu sia Celik hanno risposto con personalità, limitando i rischi in fase difensiva e proponendosi comunque quando c'era spazio per accompagnare l'azione.
Douglas Luiz continua a mandare segnali
Se c'è un giocatore che, partita dopo partita, sta provando a cambiare le gerarchie è Douglas Luiz. Ancora una volta è partito titolare accanto a Locatelli, confermando come il tecnico continui a concedergli fiducia.
Il brasiliano non ha ancora raggiunto il ritmo ideale, ma i progressi sono evidenti. Il gol che ha sbloccato la partita nasce da una giocata completa: recupero aggressivo del pallone, forza nel contrasto, finta di corpo per liberarsi dell'avversario e conclusione potente di sinistro sotto la traversa. Una rete di qualità che conferma come il talento non sia mai stato in discussione.
Nel dopo gara è arrivata anche la conferma di Spalletti, che ha sottolineato soprattutto i miglioramenti atletici del brasiliano: "Oggi ha coperto campo, oltre che giocare la palla. Ha fatto metri e anche a velocità più alta, che sono i punti critici del calciatore". Parole importanti, alle quali hanno fatto seguito quelle dello stesso Douglas Luiz, che ha ribadito la propria volontà di rimanere in bianconero: "La mia priorità è restare qui e dimostrare a tutti che posso dare il massimo per questo club". Un messaggio chiaro, che conferma come il centrocampista voglia giocarsi fino in fondo le proprie possibilità.
Il suo futuro resta ancora da definire, ma prestazioni di questo tipo possono aumentare le possibilità di una permanenza. Diversa, invece, la situazione di Arthur, entrato nella ripresa ma apparso ancora distante dal progetto tecnico. Tra i due, oggi, sembra essere lui il principale candidato a lasciare Torino.
Nel secondo tempo si è rivisto anche Koopmeiners, impiegato nuovamente nei due di centrocampo. Un'altra indicazione significativa: se dovesse restare, l'olandese potrebbe essere utilizzato proprio in quella posizione nelle rotazioni della stagione.
Miretti e Adzic, la corsa alla trequarti continua
Dopo due gare iniziate da Adzic, questa volta è toccato a Miretti partire dal primo minuto alle spalle della punta. Il centrocampista italiano ha risposto con una prestazione ordinata, dimostrando ancora una volta di voler convincere Spalletti a puntare su di lui anche nella prossima stagione.
Nella ripresa è entrato Adzic, che ha lasciato subito il segno confezionando l'assist per il definitivo 2-0 di Justin Obuavwoduo. La sensazione è che, in attesa del probabile arrivo di Kerim Alajbegović, la Juventus stia valutando attentamente quali soluzioni adottare sulla trequarti. Il bosniaco, grazie alla sua capacità di muoversi tra le linee e di svariare su tutto il fronte offensivo, potrebbe rappresentare anche un'opzione da trequartista centrale, ruolo sul quale Spalletti sta facendo diverse prove in questo precampionato.
In questa corsa, però, non va dimenticato nemmeno McKennie. L'americano, pur essendo un centrocampista, ha già dimostrato di poter interpretare anche il ruolo di trequartista grazie ai suoi continui inserimenti senza palla e alla capacità di occupare l'area. Una soluzione diversa rispetto a Miretti e Adzic, ma che potrebbe tornare molto utile soprattutto nelle partite in cui serviranno maggiore intensità, fisicità e presenza offensiva.
Milik e il ruolo della terza punta
Davanti è partito titolare Milik. Il polacco ha cercato soprattutto di dialogare con i compagni e di favorire lo sviluppo della manovra, senza avere particolari occasioni per andare al tiro.
La sua situazione resta inevitabilmente legata alla condizione fisica. Se riuscirà a ritrovare continuità, potrebbe rappresentare una valida alternativa come terza punta, soprattutto se la Juventus completerà il reparto con il ritorno di Kolo Muani e con l'arrivo di un centravanti più strutturato fisicamente. Gestendone il minutaggio, Spalletti potrebbe ancora sfruttare la qualità tecnica e l'esperienza dell'attaccante polacco.
La Next Gen continua a bussare
Anche questa volta sono arrivati segnali importanti dai giovani. Durmisi ha confermato le ottime impressioni già lasciate nelle precedenti uscite, sfiorando anche il gol con un inserimento perfetto nella ripresa e dimostrando personalità ogni volta che è stato chiamato in causa.
Nel finale è arrivata poi la firma di Justin Obuavwoduo, freddissimo davanti al portiere nel trasformare in rete l'assist di Adzic con un preciso destro a giro sul palo lontano. Un'altra prestazione che conferma come la Juventus continui ad avere una Next Gen ricca di talento e pronta a mettere pressione ai giocatori della prima squadra.
Le gerarchie iniziano a delinearsi
Siamo ancora nel pieno della preparazione estiva e il mercato cambierà inevitabilmente il volto della Juventus. Eppure, dopo tre amichevoli, qualche certezza inizia già a emergere. Il 4-2-3-1 sembra ormai il sistema di riferimento scelto da Spalletti, la coppia Gatti-Kelly continua a essere il punto di partenza della difesa in attesa del rientro di Bremer, Douglas Luiz sta guadagnando credibilità partita dopo partita e i giovani continuano a rispondere presente ogni volta che vengono chiamati in causa.
Più che il risultato contro il Nizza, è probabilmente questo l'aspetto che lascia le indicazioni più interessanti: una Juventus che, pur ancora incompleta, comincia ad avere una precisa identità tattica e alcune gerarchie che, giorno dopo giorno, stanno prendendo forma.
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