La Juve di Spalletti su un doppio binario: male in Italia, bene in Europa
Zona Champions distante, ottavi di Europa League sempre più vicini: questa in estrema sintesi la tendenza della Juve. I bianconeri in campionato sono al settimo posto con 17 punti in 10 giornate. La quarta piazza dista 6 lunghezze, sulla carta poche, ma diventano tante per un paio di motivi. Intanto serve un cambio di marcia importante e sotto questo aspetto la vittoria contro il Napoli può dare una spinta, anche se maturata per due tiri dalla distanza e non in seguito a trame di gioco riconoscibili. Già domenica in casa della Fiorentina sarà un test complicato, per la storia della sfida e anche per la fame di punti vista la posizione in classifica. Bisogna miglioare la fase realizzativa, la Juve ha il quattordicesimo attacco della Serie A.
La squadra di Spalletti in Europa viaggia invece a velocità sostenuta. Dopo quattro partite ha incassato 10 punti, nella graduatoria è quinta, sinonimo di qualificazione diretta agli ottavi di finale. Per essere sicuri, servono due vittorie nelle quattro partite finali contro Omonia, Hapoel Beer Sheva, Ferencvaros e Real Sociedad. Si può e si deve fare. L'elemento che spicca in questo cammino fuori dai confini nazionali è l'ottima fase realizzativa, contrariamente a quanto avviene in campionato. Nelle prime quattro partite, la Juve ha totalizzato 11 volte: in Europa non partiva così bene dal 1999. I bianconeri sono l'unica squadra ad avere due giocatori che hanno partecipato ad almeno cinque gol: Kolo Muani e Woltemade, per entrambi 3 reti e 2 assist. L'auspicio cambino trend anche in campionato.
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