Juve, torna il ritiro punitivo: da quanto non accadeva e quali furono le cause di allora

Juve, torna il ritiro punitivo: da quanto non accadeva e quali furono le cause di alloraTUTTOmercatoWEB.com
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di Francesco Tringali

 La Juventus si ferma alla Continassa per ritrovare se stessa. Spalletti resta al suo posto, con la fiducia del club messa a dura prova ma ancora intatta, e da domani la squadra lavorerà nel quartier generale bianconero in vista della sfida di domenica sera contro il Napoli. Una scelta richiesta dallo stesso allenatore toscano, arrivata dopo la prestazione deludente di Genova, dove la squadra non è mai riuscita a entrare davvero in partita e si è progressivamente spenta alle prime difficoltà.  

Il messaggio lanciato da Carnevali a Bremer e compagni è chiaro: serve una reazione immediata, non soltanto nei risultati ma anche nell'atteggiamento. La società e i tifosi si aspettano risposte concrete da un gruppo chiamato a cambiare passo. Il ritiro diventa così uno strumento per ricompattare la squadra e preparare una partita delicata, nella quale la Juventus dovrà dimostrare di aver recepito le richieste del club. Per ritrovare un precedente recente bisogna tornare all'ottobre 2022, quando la sconfitta contro il Maccabi Haifa in Champions League aveva aperto una crisi profonda. La squadra di Massimiliano Allegri era apparsa svuotata, povera di idee e lontana dalle posizioni di vertice in campionato, oltre che con la qualificazione agli ottavi ormai appesa a un filo. Al termine della partita era arrivato il duro commento del presidente Andrea Agnelli: "Che vergogna".  Fu lo stesso Allegri ad annunciare il provvedimento: "Da domani tutti in ritiro alla Continassa fino al derby, è un atto dovuto verso la società, i tifosi e verso noi stessi". Ma anche allora i piani cambiarono: invece di restare tutti insieme fin da subito, i giocatori avrebbero trascorso la serata nelle rispettive abitazioni, tornando alla Continassa il giorno successivo. Il ritiro si trasformò così in un mini-ritiro di appena due giorni, con il derby contro il Torino all'orizzonte.  A distanza di quattro anni, la Juventus torna dunque a scegliere la strada del ritiro per provare a reagire a una prestazione che ha deluso società e ambiente. Stavolta il banco di prova è il Napoli: Spalletti e i suoi sono chiamati a dare segnali immediati, sul campo e nell'atteggiamento.