Le contropagelle di Sanfelici: niente mischiato col nulla, Genoa-Juve 2-0
Tutti bocciati, o quasi. Nei voti di Marco Sanfelici viene certificato il crollo della Juve nella Marassi genoana. Spalletti ormai ha perso il timone della nave bianconera, solo qualche elemento si salva dal naufragio.
VICARIO 5,5 Se al primo pallone pericoloso, chi dovrebbe dare una mano, caccia un tentativo di respinta sotto la traversa della porta amica, è sintomo che non è serata e se anche uno come Kalulu devia il secondo tiro, beh allora urge una benedizione.
GATTI 5 Patisce ogni folata genoana, sbatacchiato come una boa quando soffia il libeccio. Si è fatto crescere i capelli, per un vezzo a nascondere altre incapacità. Ma quelle affiorano. (WOLTEMADE 5,5 Se una punta presunta tale sostituisce un centrale di difesa, la cosa dice fin troppo bene il disordine che regna in panchina. Di suo il tedesco cerca di calare in campo la foga e la prestanza fisica, ma al servizio di chi?)
BREMER 5,5 Il nocchiere di una banda di ciucchi. Capitano con la fascia sbiadita e anche se prova a raddrizzare la baracca con un colpo di testa a metà secondo tempo, in difesa corricchia come una vecchia squaw seminole.
LUCUMI 5 Il solito “scarsone” che ti rifilano come un gran difensore. Il saraceno della Quintana è più mobile di lui. E a Bologna si fregano le mani.
KALULU 5 Quando scatta sulla fascia in percussione, assomiglia ad un bradipo che corre i 100 metri alle Olimpiadi della jungla. Propizia il raddoppio “ravando” la traiettoria di un rimbalzo e Vitinha lo lascia lì come un ebete.
DOUGLAS LUIZ 4,5 Della stessa sostanza della nullità elevata al cubo. In tutta la partita fa forse due passaggi in avanti. Fa parte di tutti i “bidoni”, da Arthur in giù che abbiamo dovuto sopportare negli ultimi disgraziatissimi anni. (KOOPMEINERS 6 Sembra un giocatore appena normale, in mezzo a un gruppo di dinosauri. La traversa gli nega la soddisfazione personale, per quanto possa valere)
SARR 5 Della serie: se devo giocare al piccolo trotto, è facile che mi ingolfi. A rivedere i filmati che si sono visti al momento dell’acquisto del francesino, il Sarr attuale ha abbassato la sua velocità quasi a zero. E brancola in campo. (BOGA 6 Premiato dal piglio, dalla voglia di fare qualcosa. Ma che cosa? Qualsiasi cosa, rispetto al nulla cosmico, è una prova di vita)
CAMBIASO 4 Come spesso e volentieri, lascia la testa a Torino, manco in pullman… Fa delle scelte di gioco così vomitevoli che non sono sicuro che siano casuali. Difeso cento volte, ma ora sono davvero al limite della pazienza (CABAL 6 Gioca lineare, senza strafare e proprio per questo sembra normale, per ciò che può dare)
Mc KENNIE 6,5 L’ultimo dei mohicani, capace di contendere un pallone ai soliti genoani 2 o 3 che pressano, in mezzo al campo senza meta, ma con determinazione fine a se stessa, a poche manciate di secondi dalla fine della gara. Lo seguissero almeno in 3 o 4, non vedremmo scempi di questa portata.
ALAJBEGOVIC 5 Un ragazzo di 19 anni a cui si dovrebbe dare la possibilità di esplodere e di decuplicare il proprio valore, non solo economico, costretto a brancolare nel buio di una notte senza fine. Poi, a gennaio o al massimo a giugno un club inglese lo rileva e lo vedremo fare cose immense, come Mbangula in giornata a San Siro. (ZHEGROVA 5 Si va a cercare gli avversari da solo, quasi come se non avendo 2 o 3 da superare, non si divertisse. Finisce di giocare per se stesso, da solo come tutti gli individualisti egoisti e con giovamento alcuno per la squadra. Foca da circo)
KOLO MUANI 5,5 Si sbatte alla ricerca di una linea accettabile, ma non lo aiuta nessuno. E sì che ha volontà da vendere. Così, come il refrain comune di tutti i compagni si trova a giocare in parti di campo non consoni e senza scopo.
SPALLETTI 4 Spiace bocciare un vecchio leone della panchina e soprattutto dover usare la mano pesante nei confronti del proprio allenatore. Eppure si deve. La squadra vista (si fa per dire) a Marassi non ha uno straccio di gioco, non sa entrare in campo con determinazione, non ha una strategia comune, dà la sensazione di essere lì per caso, senza aver studiato minimamente un piano di disinnesco del Genoa. In un solo termine, la squadra è allo sbando. Tutto pende verso l’esonero, ma la domanda sorge spontanea: quale può essere la soluzione, partendo dal presupposto che non c’è Conte che tenga e nemmeno altri tecnici che rivendicherebbero giustamente ingaggi onerosi? Forse la soluzione interna, tra primavera, Next Gen e similia, appare la più praticabile. E la seconda domanda conseguente: chi ha l’autorità di prendere una decisione così delicata? Ferrero? Non scherziamo. Carnevali? Appena arrivato. Massara? Non è una scelta sua. Chiellini? E a che titolo? Domenica in uno Stadium bollente, si presenterà il Napoli che ha rifilato 4 reti al Monza e, seppur orfano di Allegri, sa molto bene come giocare, in barba a tanti, troppi detrattori dell’unico tecnico che ha ottenuto gli ultimi trofei in casa juventina. Perchè è pure vero che come si facciano del male i tifosi bianconeri, non ce ne sono altri. Intanto la stagione finisce praticamente qui e tutto ciò che verrà sarà per un aspetto di dover esserci, ma non di dover competere.
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