Juventus - Giustizia sportiva 2-0: piaccia o non piaccia

Juventus - Giustizia sportiva 2-0: piaccia o non piacciaTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
giovedì 7 settembre 2023, 13:30Primo piano
di Mirko Nicolino
Dopo l'archiviazione della Procura di Bologna sul trasferimento di Orsolini, arriva anche lo spostamento di Prisma da Torino a Roma

La verità e il corretto funzionamento dalla giustizia in Italia, purtroppo, interessano a pochi. Per cultura rappresentiamo un popolo di invidiosi nei confronti di chi ha successo e che pur di vedere sconfitti i propri nemici, tornerebbe senza problemi alla ghigliottina francese. Perché aspettare l’esito dei processi se le sentenze si possono emettere al parco o sui social network?

La giustizia non deve funzionare correttamente, deve solo condannare a prescindere chi la pensa diversamente o chi ha un modus operandi che non piace. Poi, però, ci si indigna e si attacca il vigile che per mero accanimento ha fatto una multa per divieto di sosta. A questo clima, purtroppo, contribuisce la narrazione che spesso viene fatta sui media e che utilizza stereotipi, leggende metropolitane e altri falsi miti che diventano verità a forza di ripeterli.

Quante volte abbiamo letto nei mesi scorsi “Giustizia sportiva batte Juve” o altri titoli di questo tipo? Quanta visibilità ha avuto oggi sulle prime pagine dei quotidiani lo spostamento del processo Prisma dall’incompetente (territorialmente) Procura di Torino a quella di Roma? I ritornelli purtroppo sono sempre gli stessi: “la giustizia sportiva è indipendente” (non è così in realtà, perché altrimenti perché richiedere gli incartamenti alla giustizia ordinaria?), “bastano le indagini” e bla bla bla. La realtà è una e una sola, ovvero che nel giro di pochi giorni chi ha avviato questa inchiesta, assieme a chi ha emesso le sentenze della giustizia sportiva, ha ricevuto due sganassoni da KO.

Prima la Procura di Bologna che ha archiviato sul caso Orsolini, uno dei “fatti” mai acclarati tramite cui la Juve ha ricevuto in premio 10 punti di penalizzazione e i suoi dirigenti delle squalifiche. Il materiale inviato da Torino a Bologna, incluse lettere private, email e altre conversazioni, scrive il Gup, “non rappresentano nulla di penalmente rilevante”. Strano, chi lo avrebbe mai detto…

Ora la Cassazione dichiara incompetente territorialmente la Procura di Torino, dando ragione agli avvocati della Juventus e di Andrea Agnelli e spostando tutto a Roma (e non a Milano). Si ripartirà dalle indagini preliminari e poi si deciderà se istituire il processo vero e proprio o se archiviare (difficile, ma è tra le opzioni). Cosa rimane dunque di tutta questa vicenda? Un pm che più volte si è dichiarato pubblicamente contro la società Juventus; un Procura che ha speso ingenti quantità di denaro pubblico per intercettazioni e indagini davanti alle quali giudici di altre città stanno archiviando poiché non c’è nulla di nulla; una società e delle persone che sono state esposte alla gogna mediatica per mesi con danni di immagine e morali; una società punita dalla giustizia sportiva sia sul campo sia finanziariamente. Se è questa la giustizia che volete, accomodatevi pure, ma poi non piangete se la ruota dovesse girare e finiste voi in questo vortice dal quale è assai complicato uscirne se non con le ossa rotte. Che piaccia o no, ad oggi è Juventus - Giustizia sportiva 2-0.