Marchisio: "Yildiz può essere l'uomo chiave. La Juve deve ritrovare l'anima lo spessore e il carattere..."
Stasera alle 21 ci sarà il verdetto finale, dentro o fuori, alle ore 21 allo Stadium andrà in scena Juventus-Galatasaray, un match che sancirà quale sarà il percorso dei bianconeri in Champions. Claudio Marchisio di partite con questa importanza ne ha giocate tante e nel corso di un'intervista ai microfoni de la Gazzetta dello Sport, ha parlato della possibile rimonta e di vari temi riguardanti i bianconeri.
"La scommessa sulla qualificazione? Io non punto mai nulla, nemmeno le pizze con gli amici. Sarà dura recuperare tre gol senza subirne. Soprattutto per il periodo difficile che sta attraversando la squadra di Spalletti. Però la Juventus deve crederci, è Champions League. In questo momento è favorita la Roma, però domenica c’è il big match con la Juventus. Può succedere ancora di tutto".
"Il discorso da fare nello spogliatoio? Punterei sull’importanza della concentrazione. Del tipo: dobbiamo recuperare, ma per riuscirci dobbiamo essere perfetti quando avrà la palla il Galatasaray. La penso come Spalletti: a volte basta un gol nel primo tempo per cambiare l’umore in campo".
"L'uomo chiave? È Yildiz l’unico che può ribaltare il Galatasaray e la qualificazione. Kenan vale il 50 per cento della Juventus. Purtroppo lo hanno capito anche gli avversari, che lo marcano sempre con più uomini. Saranno preziosi anche gli inserimenti di McKennie. Per una serata così, l’uomo ideale sarebbe Tevez. Spalletti avrebbe bisogno della scossa di Carlos".
"La spinta dello Stadium? Si spera sempre che i tifosi spingano i giocatori, ma stavolta deve essere la squadra a trasmettere energia sugli spalti affinché si crei l’atmosfera giusta. La rimonta è tanto difficile quanto importante, però l’aspetto determinante è un altro…".
"Ritrovare l'anima oltre il risultato? In questa serata di Champions League va ritrovata l’anima, lo spessore e il carattere da Juve. Conta più di qualsiasi altra cosa, anche della qualificazione. È indispensabile per riprendere quel cammino che si è interrotto contro il Como. Sabato ero allo stadio e sono mancate le qualità fondamentali per indossare la maglia bianconera: la personalità e la comprensione dei momenti. Non ho sentito nessuno che urlasse ai compagni: “svegliamoci, ci giochiamo la stagione”. Il crollo visto nel secondo tempo di Istanbul e la sconfitta col Como mi hanno preoccupato: questione di mentalità".
"Il peso di Osimhen e il rimpianto sul mercato? Sicuramente avrebbe fatto la differenza. L’Osimhen che stiamo ammirando nel Galatasaray è tutto tranne che un attaccante andato in Turchia per svernare. All’andata ha dimostrato una cattiveria pazzesca, quella che spesso è mancata alla Juventus sotto porta".
"Il caso Kalulu? Un episodio non può essere un alibi per la stagione. Può dare fastidio, d’accordo, ma quale club non ha dovuto fare i conti con un errore arbitrale o del Var? Una grande squadra non si attacca a queste cose".
"La ricostruzione? La qualificazione alla prossima Champions League sarà fondamentale per il mercato. Io non credo alle rivoluzioni. Le grandi squadre, anche per esperienza personale, nascono aggiungendo un paio di pezzi forti ogni estate. Due colpi veri e non 7-8 medi. La Juventus deve ricostruire lo zoccolo duro di campioni italiani. Donnarumma mi sembra irraggiungibile, si è appena trasferito al Manchester City. Tonali pare più fattibile: sarebbe un ottimo punto di partenza, però servirà pazienza".
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