La missione di Vicario: ritrovare il suo miglior livello e cancellare il dubbio di Spalletti

La missione di Vicario: ritrovare il suo miglior livello e cancellare il dubbio di SpallettiTUTTOmercatoWEB.com
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di Nerino Stravato

Guglielmo Vicario è il nuovo portiere della Juventus. Dopo settimane di ricerca, valutazioni e piste che si sono susseguite, i bianconeri hanno scelto un estremo difensore italiano che conosce molto bene la Serie A, ma che negli ultimi tre anni ha avuto modo di misurarsi anche con la Premier League e con il calcio europeo. Un profilo di esperienza, dunque, ma anche un portiere che arriva a Torino con qualcosa da dimostrare.

Tre stagioni al Tottenham, tre storie diverse

Per capire che portiere arriva alla Juventus bisogna partire dalle sue tre stagioni al Tottenham. La prima, quella del 2023/24, è stata quella dell'impatto con la Premier League: Vicario diventa subito titolare e disputa tutte le 38 partite di campionato, contribuendo al quinto posto degli Spurs.

La seconda stagione è quella della consacrazione europea. Il Tottenham conquista l'Europa League e Vicario è il titolare nella finale vinta contro il Manchester United. È il punto più alto della sua esperienza inglese: un portiere italiano arrivato dalla gavetta che si ritrova a sollevare un trofeo europeo da protagonista.

La terza, invece, è completamente diversa. Il Tottenham vive una stagione complicata, cambia guida tecnica e Vicario deve fare i conti anche con problemi fisici, compreso l'intervento per l'ernia. Dopo il rientro non riesce a riprendersi stabilmente il posto da titolare e con l'arrivo di Roberto De Zerbi la sua posizione diventa ancora più delicata.

Non è quindi corretto raccontare Vicario come un portiere reduce semplicemente da una stagione negativa. È un giocatore che arriva alla Juventus dopo aver vissuto tre anni molto diversi, due dei quali ad altissimo livello, e dopo un'ultima annata condizionata da diversi fattori.

Perché De Zerbi ha deciso di lasciarlo andare?

Ed è proprio qui che nasce la prima domanda. Perché il Tottenham ha deciso di privarsi di Vicario?

La risposta più concreta è che il portiere aveva manifestato la volontà di cambiare squadra e De Zerbi ha dichiarato pubblicamente di rispettare la sua decisione. Non c'è quindi necessariamente un mistero tecnico dietro la separazione. Il nuovo allenatore ha fatto le proprie valutazioni e il giocatore ha cercato una nuova destinazione.

Ma una domanda rimane, soprattutto perché Vicario fino a poco tempo prima era stato il titolare degli Spurs, aveva giocato una finale europea e aveva vinto l'Europa League.

Ed è qui che torna quella frase di Spalletti

Qualche settimana fa Luciano Spalletti aveva parlato proprio di Vicario. Il giudizio sul portiere era positivo, ma il tecnico bianconero aveva lasciato una domanda sospesa: bisognava capire perché il Tottenham avesse deciso di lasciarlo fuori.

Oggi quella frase assume un significato completamente diverso. Perché Spalletti non sta accogliendo a Torino un giocatore che conosce soltanto per averlo visto giocare in televisione.

Vicario è stato convocato e allenato da Spalletti in Nazionale. Il tecnico lo ha quindi osservato direttamente, ne conosce le caratteristiche, la personalità e il modo di lavorare. Per questo il suo giudizio positivo pesa più di quello di un semplice osservatore esterno.

Non sappiamo se Spalletti abbia parlato direttamente con De Zerbi per capire le ragioni della situazione di Vicario e non sarebbe corretto ipotizzarlo come un fatto. Sappiamo però che il tecnico conosce il portiere e che, nonostante quella domanda, ha dato il via libera al suo arrivo.

La vera ombra è la condizione fisica

Se c'è un aspetto che la Juventus dovrà valutare con attenzione è quello della tenuta fisica. Vicario ha avuto diversi problemi nell'ultima stagione e a marzo si è sottoposto a un intervento chirurgico per un'ernia.

Questo non cancella quanto fatto in precedenza, ma rappresenta inevitabilmente un punto interrogativo. La Juventus ha bisogno di un portiere titolare che possa garantire continuità per tutta la stagione e dovrà quindi essere certa che il Vicario attuale sia pronto per tornare a giocare con regolarità.

Perché può essere un upgrade per la Juventus

La necessità di intervenire in porta, comunque, non nasce oggi. Di Gregorio ha vissuto una stagione molto negativa e i problemi non sono spariti durante il precampionato. Gli errori commessi contro l'Inter hanno confermato ulteriormente i dubbi che la Juventus aveva già maturato.

Vicario arriva quindi in un ruolo nel quale serviva un cambiamento. E porta con sé un bagaglio che Di Gregorio, almeno a livello internazionale, non può ancora vantare: tre stagioni di Premier League, esperienza europea, una finale di Europa League vinta e la Nazionale italiana.

Non significa che Vicario sia automaticamente una garanzia assoluta. Significa però che la Juventus ha scelto un portiere che ha già dimostrato di poter giocare ad alto livello e che conosce perfettamente il calcio italiano.

La Juventus ha scelto Vicario dopo aver rinunciato al Dibu

La scelta diventa ancora più interessante se inserita nel percorso seguito dalla Juventus durante il mercato. Il grande sogno era Emiliano Martinez, un portiere di enorme personalità e con caratteristiche internazionali.

Alla fine, però, le valutazioni sulla situazione fisica dell'argentino hanno contribuito a raffreddare quella pista. Vicario rappresenta una soluzione differente: meno impatto mediatico, ma un portiere che il club conosce e che Spalletti ha già avuto modo di allenare.

È una scelta probabilmente più razionale, costruita sulle caratteristiche tecniche e sulla conoscenza diretta del giocatore.

E poi c'è quella curiosità su Del Piero

In mezzo a una storia molto seria di mercato c'è anche una piccola curiosità che oggi fa sorridere. Durante un contenuto realizzato con la Nazionale italiana, Vicario partecipò al famoso gioco dei confronti tra grandi campioni azzurri.

Quando gli venne chiesto di scegliere tra Roberto Baggio e Alessandro Del Piero, il portiere non ebbe dubbi: scelse il numero 10 bianconero. E Del Piero continuò a vincere i suoi confronti anche contro Maldini, Nesta, Cannavaro, Pirlo e Inzaghi.

Non è certamente la prova che Vicario sia juventino e sarebbe sbagliato trasformare un gioco social in una certezza. Ma oggi, con quel portiere pronto a difendere la porta della Juventus, quella preferenza assume inevitabilmente un sapore particolare.

Ora Vicario deve spazzare via le nuvole

Il nuovo numero uno bianconero arriva quindi a Torino con tante certezze, ma anche con qualche domanda. Ha già dimostrato di essere un ottimo portiere, ha giocato in uno dei campionati più importanti del mondo e ha vinto un trofeo europeo.

Allo stesso tempo, però, deve dimostrare di essersi lasciato definitivamente alle spalle i problemi fisici e l'ultima stagione complicata vissuta al Tottenham.

Quella domanda di Spalletti resta lì, come una piccola nuvola: perché il Tottenham ha deciso di lasciarlo andare? La risposta, probabilmente, è meno misteriosa di quanto possa sembrare e riguarda soprattutto la volontà del giocatore, il cambio di gerarchie e un'annata complicata.

Adesso, però, non saranno più le parole di De Zerbi o quelle di Spalletti a dare la risposta. Sarà il campo.

Perché se Vicario tornerà a essere il portiere visto nelle sue migliori stagioni al Tottenham, la Juventus potrebbe aver trovato proprio quello che cercava: un numero uno esperto, internazionale e ancora affamato.

Le nuvole sono ancora lì, ma la porta della Juventus può finalmente tornare a vedere il sereno. E saranno le mani di Guglielmo Vicario a decidere quanto durerà il bel tempo.