Montero: "Juve devi ritrovare il gruppo. I bravi ragazzi non servono"
Paolo Montero è stato una vita nella Juve, prima come calciatore, poi come tecnico dell'Under 19 e qualche panchina come traghettatore in attesa di Thiago Motta. L'ex difensore bianconero, al canale Youtube di Tuttosport, parla del momento della squadra di Spalletti. In primis sulle dichiarazioni di Carnevali che ha parlato di rispetto per i tifosi: "E' una situazione difficile, l’ho vissuta nell’anno dell’Intertoto. Sono convinto che non manchino di rispetto ai tifosi, però ci sono stagioni che partono così. A me non è mai capitato di non dare rispetto. Quando giocavo, poi, non si andava sotto la curva a salutare: si andava dritti negli spogliatoi Ma non significava mica non rispettare chi era allo stadio".
Su Spalletti e il gruppo: "L'allenatore vuole teste calde? Scherzando, come diciamo in Uruguay, i bravi ragazzi vanno bene come fidanzati delle figlie! Io il campo l’ho sempre interpretato in un altro modo. Sarà perché sono sudamericano e non avevo niente, ma quel pallone era il mio piatto, la mia gloria: tu non me lo toccavi. Magari io non riuscivo a prenderlo, ma non lo prendevi neanche tu. Questa era la mia mentalità. E spesso quella cattiveria agonistica è intrinseca: deve venire da dentro. Comunque è facile parlare da fuori. Se arriva uno tsunami e siamo su una canoa, non si salva nessuno: siamo tutti sulla stessa barca e dobbiamo rimanere tutti uguali. Se il gruppo è forte e qualcuno non ci sta, quel qualcuno rimane fuori da solo. Un gruppo solido si crea innanzitutto con la sincerità. Contano i rapporti umani,come ti alleni, i comportamenti. L'ho imparato alla Juve: un gruppo forte tutela anche chi non gioca mai. IO avevo 4/5 leader,Spalletti li ha?".
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