Pogba destino appeso ad un filo, ecco cosa può succedere
Il verdetto è atteso tra stasera e domani, ma Pogba ha poche speranze rispetto alla possibilità che le controanalisi smentiscano la positività al testosterone. L'evento è storicamente rarissimo. Il giocatore al momento è sospeso in via cautelare, percepisce il minimo sindacale come ingaggio e si allena a casa, i suoi legali stanno studiando da giorni la strategia difensiva. In caso di conferma del primo esito, entro una settimana il giocatore ha la possibilità di inviare le memorie difensive o chiedere l'interrogatorio. La Procura Antidoping inizierà la fase istruttoria. Tre sono le opzioni possibili: archiviazione, patteggiamento per ottenere uno sconto di pena, deferimento. In quest'ultimo caso si darebbe il via la processo davanti al Tribunale Nazionale Antidoping.
La pena prevista è di 4 anni di squalifica, ma potrebbero essere ridotti a 2 se venisse dimostrata la non intenzionalità, quindi la mancanza del dolo da parte del centrocampista. Questa infatti è la strategia che porterebbero avanti i legali del Polpo. Attenzione perché ci sono due punti deboli per la difesa. Nel foglio illustrativo del medicinale c'era l'avviso di pericolo doping, poi Pogba non ha avvisato la Juventus prima di assumere il farmaco. In caso di squalifica, la società può chiedere la rescissione del contratto, come prevede l'accordo collettivo firmato da Lega Calcio, Figc e Assocalciatori lo scorso marzo. La Juve si libererebbe così di un ingaggio fino al 2026, per un totale di circa 30 milioni considerando i prossimi tre anni. Probabilmente però la decisione di divorziare dal francese non sarebbe immediata. La società potrebbe aspettare il tempo necessario per non perdere gli sgravi fiscali derivanti dal Decreto Crescita.
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