Roma-Juventus 3-3, analisi tattica: errori difensivi, pressing e carattere nella rimonta bianconera all’Olimpico

Roma-Juventus 3-3, analisi tattica: errori difensivi, pressing e carattere nella rimonta bianconera all’OlimpicoTUTTOmercatoWEB.com
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Ieri alle 23:30Primo piano
di Nerino Stravato

Il 3-3 tra Roma e Juventus all’Olimpico è molto più di un semplice pareggio spettacolare. È la fotografia di una squadra che continua a convivere con errori difensivi e momenti di fragilità, ma che allo stesso tempo sta dimostrando di possedere un carattere che nelle settimane più difficili della stagione le ha permesso di restare sempre dentro le partite.

La Juventus di Luciano Spalletti ha ormai un’identità molto precisa: costruzione dal basso, tanti uomini nella metà campo avversaria e una riaggressione immediata sul pallone perso. Un sistema che permette ai bianconeri di produrre molto offensivamente, ma che allo stesso tempo espone la squadra a rischi importanti quando la precisione tecnica viene meno.

Uno dei problemi più evidenti riguarda proprio la costruzione bassa. Quando la Juventus riesce a uscire pulita dalla pressione avversaria, la squadra riesce a prendere campo e a creare superiorità. Quando invece gli avversari alzano il pressing, come accaduto contro la Roma, ogni errore tecnico può trasformarsi immediatamente in una transizione offensiva pericolosa.

In queste situazioni la squadra ha provato anche a ricorrere al lancio lungo per cercare il centravanti e giocare la seconda palla. Una soluzione che però ha funzionato poco. Il motivo è legato alle caratteristiche degli attaccanti utilizzati: né Jonathan DavidKenan Yildiz, quando è stato adattato da falso nove, possiedono la fisicità necessaria per proteggere il pallone spalle alla porta e far salire la squadra.

Per questo il rientro di Dusan Vlahovic diventa fondamentale. Il centravanti serbo è l’unico attaccante della rosa capace di offrire una soluzione diretta quando la pressione avversaria rende complicata l’uscita palla a terra.

Un altro aspetto critico riguarda le cosiddette marcature preventive. Quando la Juventus perde il pallone con molti uomini nella metà campo avversaria, i difensori devono accorciare immediatamente sugli attaccanti per impedire loro di giocare di sponda. In diverse situazioni questo non è avvenuto con la necessaria aggressività, permettendo agli avversari di sviluppare ripartenze molto pericolose.

In questo contesto si inserisce anche il concetto di gegenpressing, ovvero la riaggressione immediata sul portatore di palla appena viene perso il possesso. La Juventus è tra le squadre migliori del campionato in questo fondamentale, ma quando la prima pressione viene superata la squadra rischia di allungarsi troppo, lasciando spazi tra difesa e centrocampo.

Il pareggio dell’Olimpico è stato quindi la sintesi perfetta del momento bianconero. La Roma è passata in vantaggio, la Juventus ha trovato il pareggio, ma i giallorossi sono riusciti ad allungare fino al 3-1, un risultato che sembrava poter chiudere definitivamente la partita.

Ed è proprio lì che è emerso il lato più interessante della squadra di Spalletti. I bianconeri non hanno perso lucidità e hanno trovato ancora una volta la forza di reagire, rimontando fino al definitivo 3-3 e dimostrando di non voler mai uscire mentalmente dalla partita.

Questo aspetto assume ancora più valore se si guarda al momento attraversato dalla Juventus nelle ultime settimane. Dopo una prestazione incoraggiante contro l’Inter, il crollo di Istanbul contro il Galatasaray aveva fatto pensare a una squadra colpita anche sul piano psicologico. Una sensazione rafforzata dalla brutta prestazione contro il Como, dove la Juventus era apparsa scarica e poco lucida.

Da quel momento però è arrivata una reazione. Nel ritorno europeo contro il Galatasaray la Juventus ha tirato fuori una prestazione quasi eroica: in inferiorità numerica i bianconeri sono riusciti addirittura a portarsi sul 3-0, trascinando la sfida ai tempi supplementari prima dei due gol subiti che hanno poi sancito l’eliminazione.

La trasferta contro la Roma ha confermato questa nuova dimensione mentale. La Juventus continua a commettere errori, continua a concedere troppo, ma ha dimostrato di possedere una qualità fondamentale: la capacità di restare sempre dentro la partita.

Ed è proprio da questo equilibrio tra identità tattica e forza mentale che la squadra di Spalletti dovrà ripartire. Ridurre le leggerezze difensive senza perdere quel carattere che nelle ultime settimane ha evitato alla Juventus risultati ancora più pesanti.