Spalletti a DAZN: "La pressione mentale ci mette in prigione, ma io sono il primo colpevole"

Spalletti a DAZN: "La pressione mentale ci mette in prigione, ma io sono il primo colpevole"TUTTOmercatoWEB.com
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di Fabiola Graziano

Nel post-partita di Juventus-Fiorentina, persa 2-0 dai padroni di casa, il tecnico bianconero Luciano Spalletti ha risposto alle domande dei giornalisti di DAZN:

"Se nel primo tempo la squadra ha sentito troppo la pressione? È un po' quello che aleggia prima di andare a giocarle queste partite, perché diventa la partita della vita, la partita dove butti via la stagione, la partita vita o morte, perché questi sono i titoli che si danno a queste partite dalla mattina alla sera. Secondo me bisognerebbe cominciare a reagire a questo modo di metterci questa pressione addosso, noi che facciamo questo sport dovremo cominciare a reagire. Perché è vero che questa gara da un punto di vista sportivo determina molte cose, determinava molte cose, però poi il livello di squadra e il livello di calcio che ha proposto rimane sempre. Hai un'altra competizione, ci voleva anche l'ultimo risultato, cosa che non hai fatto per il momento e naturalmente ti fa analizzare e valutare tante cose. Ma la prima valutazione io la devo fare su me stesso perché io vado con la mia squadra a portarla a giocare questa partita ed effettivamente devo valutare se ho fatto tutto per metterli nelle condizioni di non subirla questa pressione, perché poi è evidente che si è fatto di meno di quello che potevamo fare. A questa partita io non collegherei tante altre partite come ho sentito fare, perché se citate la partita della Roma che noi perdevamo 3-1, io potrei citare l'ultima partita della Roma, che l'ha ribaltato nel tempo di recupero. La nostra partita con la Roma l'ho sentita citare già troppe volte, ma noi prima di andare sotto 3-1 abbiamo commesso due errori che ci hanno costretto ad andare 3-1, e prima di andare sotto 3-1 noi la partita l'abbiamo fatta bene, ci siamo costruiti delle situazioni importanti, la partita è stata fatta nella maniera corretta. Il problema è che quando parlate di calcio, voi vedete due episodi e riducete tutto il campionato in quei due episodi, come oggi, che viene ridotto a tutto quello che è stato lo scorrimento della partita di oggi, che è stata una partita pessima, giocata sotto tutti i punti di vista sotto il nostro livello e sotto le nostre possibilità. Però andiamo sotto per un episodio, dove anche lì non riusciamo ad esprimerci nella nostra completezza e concediamo qualcosa. E fa sempre riferimento a questa pressione mentale che ci mette un po' in prigione: qualcuno sa reagire, qualcuno ha il carattere, qualcuno non sa reagire. Ma io sono qui ad aiutarli a fare questo. E se oggi la squadra non reagisce da un punto di vista mentale, sono il primo colpevole.

Se è una questione di mancanza di personalità del gruppo se oggi siamo fuori dalla zona Champions? Può essere anche un po' di personalità, però siamo dentro l'Europa League. Guardate che potevamo essere fuori anche dall'Europa League, perché funziona così. 

Ma la Champions era il nostro obiettivo? Non è questione di obiettivo. Se poi ora rimane fuori un'altra tra Milan e Roma, i posti alla fine sono quattro. A voi piace cercare dei falliti.

Nessuno ha usato il termine fallimento in studio? Ma è uguale, è uguale, gli datoequesto carico qui ai risultati delle partite.

Non andate voi in campo e raccontate il calcio in modo equilibrato? Tu dici che è equilibrato il vostro modo di fare, io dico ai calciatori che da qui in avanti bisogna cominciare a rispondere sul fatto del carico di vita o di morte che si dà alle nostre partite, sull'aver buttato via una stagione, è un episodio, oggi è una partita.

Che spiegazione mi do della classifica della Juve, una porzione della quale non è dipesa da me? Non ti preoccupare, è un po' più di te che sono nel calcio, mi puoi mettere dentro tutte le situazioni che vuoi e ti dico che per il mio punto di vista è stata fatta una strada dove si è vista la squadra, che ha reagito, ha creato presupposti di essere veramente una squadra forte e di poter ambire a giocare contro livelli più alti di quello che si è fatto in questo campionato, sia di livello di classifica, che di Champions, perchè anche lì noi abbiamo fatto benissimo. Poi è chiaro che ci sono determinati momento dove dovremmo far vedere una reazione, una mentalità, una personalità, un carattere, un livello di conoscenza che ci permette di essere più lucidi nelle cose da fare, da andare a prendere, dove oggi non l'abbiamo fatto vedere. Oggi siamo colpevoli di questo e si va a casa ssumendosi le responsabilità, perché poi un club come la Juventus, in uno stadio come quello della Juventus meritano di stare in Champions, però ne vanno quattro e di squadre forti ce ne sono molte, per cui ci si assume le responabilità, si sta zitti e si va ad analizzare, soprattutto noi stessi".