Spalletti, e se fosse arrivato il momento di cambiare modulo?

Spalletti, e se fosse arrivato il momento di cambiare modulo?
Ieri alle 22:08Primo piano
di Massimo Reina
Il 4-2-3-1 non è una religione e, per fortuna, nemmeno una promessa fatta davanti a un notaio: forse un 4-3-2-1 sarebbe l'ideale, oggi.

Il 4-2-3-1 non è una religione. E nemmeno una promessa di matrimonio. Se una squadra comincia a stare stretta dentro il proprio sistema, forse conviene cambiare modulo prima ancora di pensare a cambiare gli uomini.

Alla Juventus potrebbe essere interessante provare il 4-3-2-1, il vecchio «albero di Natale» che il calcio di una volta aveva il buon gusto di chiamare con un nome comprensibile. La difesa resterebbe abbastanza semplice, mentre la vera differenza arriverebbe a centrocampo. Un mediano capace di dare ordine, due mezzali con corsa e qualità, e soprattutto la possibilità di sfruttare meglio gli inserimenti. Il centrocampo a tre, rispetto a quello a due, potrebbe offrire maggiore equilibrio e liberare qualche giocatore da compiti troppo rigidi.

Anche sulla trequarti il cambiamento avrebbe una sua logica. I due giocatori alle spalle della punta non sarebbero costretti a vivere sulla fascia come casellanti del calcio moderno. Potrebbero partire larghi, ma soprattutto entrare dentro al campo, avvicinarsi alla porta e dialogare con il centravanti. Il problema sarebbe l'ampiezza. Il 4-3-2-1 tende naturalmente a stringere la squadra verso il centro. Per questo servirebbero terzini capaci di garantire profondità e larghezza, senza lasciare scoperta la squadra alle loro spalle.

Non sarebbe una rivoluzione tattica. Sarebbe qualcosa di più semplice: adattare il sistema agli uomini invece di adattare continuamente gli uomini al sistema. La Juventus ha cambiato parecchio negli ultimi anni. Forse, per una volta, potrebbe non essere necessario cambiare tutto. Potrebbe bastare cambiare qualche metro.