Spalletti a Dazn: «I meriti sono tutti dei calciatori. Ora dobbiamo stare uniti»

Spalletti a Dazn: «I meriti sono tutti dei calciatori. Ora dobbiamo stare uniti»TUTTOmercatoWEB.com
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Ieri alle 23:32Primo piano
di Nerino Stravato

Dopo il successo per 2-0 contro il Napoli, Luciano Spalletti ha commentato la prestazione della Juventus ai microfoni di Fuori Classe. Il tecnico bianconero ha voluto soprattutto riconoscere i meriti della squadra, sottolineando la reazione mostrata nella ripresa e l'importanza del sostegno del pubblico in un momento complicato.

«I ragazzi si sono ripresi un po' di stima»

Spalletti ha iniziato commentando l'abbraccio con il suo collaboratore Domenichini al fischio finale, spiegando il significato di quel gesto: «Loro soffrono insieme a me e sono lì a lavorare dalla mattina alla sera. Io sono il primo ad arrivare e l'ultimo ad andare via, però loro ci sono quasi per tutto il giorno anche loro. Hanno a cuore le sorti della squadra e lavorano insieme a me».

L'allenatore ha poi voluto spostare l'attenzione sui protagonisti della vittoria: «Stasera i meriti vanno attribuiti alla squadra. È riuscita a prendersi quella volontà di andare a fare il primo passo e di provare a guadagnare metri, anche immaginando di andare in avanti. Nel secondo tempo ci sono riusciti, mettendo a posto qualche cosa. Secondo me stasera si sono meritati nuovamente la vittoria e hanno recuperato un po' di quella stima che meritano per il livello di calcio che possono giocare».

«I meriti sono tutti dei calciatori»

Interpellato sulla capacità della Juventus di non arrendersi mai, anche dopo le difficoltà delle ultime settimane, Spalletti ha raccontato quanto sia stato importante il lavoro svolto nell'ambiente bianconero: «Il discorso più importante l'ha fatto Carnevali, perché non sono abituati a sentire quella voce lì. Già questo crea attenzione e porta ad assorbire per forza le parole che vengono dette, perché è la prima volta che lo fa».

Il tecnico ha poi descritto le difficoltà psicologiche attraversate dalla squadra: «Noi che siamo stati tutti i giorni insieme possiamo solo stargli vicino, perché loro entrano in questo malessere di autostima, in una difficoltà in cui non riesce più niente. Perdono proprio la fiducia nelle cose più normali e poi la trasferiscono alla squadra con un passaggio semplice sbagliato o con una decisione non presa, che è peggiore di quella presa male».

Spalletti ha quindi analizzato l'andamento della gara: «Il Napoli aveva iniziato bene la partita, anche se noi siamo stati dentro due o tre volte e abbiamo ribattuto. Poi, mano a mano che sono passati i minuti, siamo stati bravissimi a entrare nel ritmo della partita e nelle scelte da fare per andare ad agganciarli, per continuare a prenderli con metri di campo alle spalle. In quelle condizioni diventa difficile difendersi a campo aperto. Quelli che sono entrati sono entrati benissimo. Per cui stasera i meriti sono tutti dei calciatori».

«Ora dobbiamo fare quadrato e stare compatti»

Nel corso dell'intervista è arrivata anche una domanda sulla struttura della squadra e sulla possibilità di lavorare per costruire un progetto vincente. Spalletti ha però preferito riportare l'attenzione sulle difficoltà immediate e sulle tante assenze: «Io lo so qual è il gioco delle pressioni da mettere addosso a qualcun altro per avere più vantaggio su quella che è una gestione. Noi in questo momento non abbiamo struttura di niente. Anche stasera ho dovuto togliere McKennie perché Sarr non era possibile farlo giocare, gli è entrata la febbre. Le sostituzioni sono state tutte obbligate per gli uomini che avevo. E poi si rigioca giovedì. Di che cosa vogliamo parlare?».

Il tecnico ha ribadito la necessità di restare uniti, coinvolgendo anche il pubblico bianconero: «Ora c'è da tenere botta, nonostante si sia la Juventus. Dobbiamo renderci conto che questo è un momento da gestire così. Bisogna essere una squadra che fa quadrato e avere uno stadio al fianco, che stasera ha mostrato la sua vera faccia nel secondo tempo, lottando insieme alla squadra».

Spalletti non ha nascosto le critiche, ma ha chiesto compattezza: «Poi questo non è capace, Spalletti non è capace, quell'altro deve andare via. Sì, tutto vero. Ma ora c'è da stare compatti, da stare uniti. Per noi questo stadio deve ritornare a essere il nostro fortino, anche se in questo momento non riusciamo a dare grandissime soddisfazioni. Abbiamo bisogno del nostro pubblico e ringraziamo tutti quelli che stasera ci hanno applaudito e sono stati vicini».

Infine, l'allenatore ha sottolineato quanto sia importante affrontare insieme questo momento: «Strutturalmente siamo in una situazione in cui bisogna tenersi per mano e avere la faccia tosta di provare a guadagnare metri, come ho detto prima, anche se sulla carta non esistono, perché siamo un po' in difficoltà come uomini e come tutto».

«Una vittoria meritata, bravi ragazzi»

Nel giorno dei 129 anni della Juventus, Spalletti ha chiuso con un pensiero rivolto ai suoi giocatori: «È una vittoria meritata, che si meritano i calciatori, ai quali facciamo un grande applauso stasera. Bravi ragazzi».