Superlega, avv. Spallone: "Ora serve dialogo per evitare conflitto permanente"
Per commentare la decisione della Corte Europea, che ha ammesso le sostanziali violazioni delle norme comuatire del libero mercato in ambito sportivo da parte di FIFA e UEFA, abbiamo intervistato in esclusiva l'avvocato Giorgio Spallone, esperto in diritto sportivo.
La Corte di Giustizia Europea si è pronunciata: FIFA e UEFA hanno operato fin qui in regime di monopolio, in violazione delle norme comunitarie. La prima cosa che ha pensato?
"Che ci troviamo di fronte ad un cambiamento epocale di regolamentazione del “calcio” inteso come fenomeno sportivo ed economico, esito naturale di un processo di globalizzazione della società. Immediatamente dopo, che occorre evitare semplificazioni ed informazioni a spot, fuorvianti, a maggior ragione in una materia a così alto rischio di sensazionalismo".
La società A22 Sports esulta rilanciando la Superlega con le varie proposte di tornei aperti e non più esclusivi. Real Madrid e Barcellona si sono affrettate a parlare di svolta epocale. UEFA ed ECA sostanzialmente hanno ribadito che per loro non cambi nulla, la FIFA prende tempo. Si può dire a oggi che la decisione della Corte UE sia una vittoria della Superlega?
"La Corte UE, in risposta a n. 6 questioni pregiudiziali devolute dal Tribunale di commercio di Madrid, al quale si era rivolta European Superleague Company SL – ESCSL, ha dettato principi di carattere generale dai quali tutte le giurisdizioni nazionali non potranno discostarsi nel decidere futuri contenziosi.
In estrema - e, perciò, parziale ed incompleta - sintesi, le norme della FIFA e del UEFA che subordinano alla preventiva approvazione qualsiasi nuovo progetto di calcio fra club sono incompatibili con i principi del diritto comunitario, al pari delle regole che conferiscono a FIFA e UEFA il controllo esclusivo sullo sfruttamento commerciale dei diritti relativi a tali competizioni. Principi che possiamo riassumere nel divieto di abuso di posizione dominante e di limitazione della concorrenza e della libertà di circolazione, anche a beneficio del consumatore finale dello spettacolo sportivo.
Parlare di vittoria della Superlega è esattamente la semplificazione da evitare, posto che sul caso specifico - da cui è, poi, scaturita la decisione della Corte di Giustizia dell’Unione Europea su questioni pregiudiziali di portata ben più generale - dovrà pronunciarsi il Tribunale di Madrid".
Non abbiamo la sfera di cristallo, le cose potrebbero andare per le lunghe e al momento è praticamente impossibile sapere cosa succederà concretamente, ma è d’accordo che inevitabilmente le parti - società che vuole organizzare la Superlega e istituzioni sportive - debbano sedersi a un tavolo e trovare una soluzione che consenta una convivenza con i campionati nazionali e le altre coppe, che già esiste in altri sport, come il basket?
"Assolutamente, questa è l’unica soluzione. L’alternativa sarebbe una conflittualità permanente fra società ed istituzioni europee e nazionali che, ove non risolta da un accordo fondato sulla responsabilità di ognuno degli attori secondo i rispettivi ruoli, aprirebbe a scenari, tanto imprevedibili, quanto esiziali per quello che qualcuno ha definito “il gioco più bello del mondo”.
Si ringrazia l'avvocato Spallone per la disponibilità e la cortesia.
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