Yildiz falso nove, l’idea di Spalletti: talento, carattere e un margine che può renderlo un attaccante totale

Yildiz falso nove, l’idea di Spalletti: talento, carattere e un margine che può renderlo un attaccante totaleTUTTOmercatoWEB.com
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 00:20Primo piano
di Nerino Stravato

Tra le indicazioni più interessanti emerse nelle ultime settimane nella Juventus di Luciano Spalletti c’è anche un esperimento tattico che potrebbe avere sviluppi importanti: Kenan Yildiz utilizzato da falso nove. Non è una soluzione definitiva, ma un’idea che l’allenatore ha già provato in alcune situazioni e che potrebbe diventare un’arma in più nel sistema offensivo bianconero.

Spalletti ha sottolineato più volte una caratteristica che distingue Yildiz da molti giocatori della sua età: il carattere. Il talento, da solo, non basta per arrivare ai massimi livelli e nel caso del numero 10 bianconero la base mentale è evidente. Nonostante le botte che riceve continuamente dagli avversari e un ematoma importante che lo ha limitato negli ultimi giorni, il turco continua a prendersi responsabilità e a essere uno dei riferimenti offensivi della squadra.

Non è un caso che, partita dopo partita, le difese avversarie lo considerino un osservato speciale. Spesso su di lui arrivano raddoppi, interventi duri e attenzioni costanti. Una situazione che, se da un lato complica il suo lavoro, dall’altro crea spazi preziosi per i compagni, permettendo alla Juventus di sviluppare altre soluzioni offensive.

L’idea di utilizzarlo come falso nove nasce proprio da questa capacità di muoversi tra le linee e di creare superiorità tecnica. Spalletti aveva già accennato alla possibilità di questa soluzione nella gara contro la Roma, quando l’ingresso di Jeremie Boga ha portato a spostare Yildiz più centralmente per ritagliargli una zona di campo dove potesse incidere maggiormente.

In quella posizione il turco offre caratteristiche completamente diverse rispetto agli altri attaccanti della rosa. Jonathan David è più associativo e mobile, Openda attacca soprattutto la profondità, mentre Dusan Vlahovic è il riferimento fisico capace di proteggere il pallone e far salire la squadra. Yildiz, invece, porta in quella zona una qualità tecnica e una capacità di giocare tra le linee che possono mandare in difficoltà qualsiasi difesa.

Proprio per questo il suo eventuale sviluppo in quel ruolo dipenderà soprattutto da un aspetto: la capacità di migliorare nel gioco spalle alla porta. Non è un centravanti strutturato come Vlahovic, ma possiede le qualità tecniche per proteggere il pallone e gestire anche quei passaggi rasoterra che arrivano con pressione addosso. Se riuscisse a sviluppare questo fondamentale, potrebbe diventare un giocatore ancora più completo.

La sua abilità nel controllare palla e girarsi rapidamente potrebbe infatti trasformarlo in un riferimento anche per far salire la squadra. Non tanto sui palloni alti, dove il paragone con Vlahovic resta inevitabilmente complicato, ma su quei palloni giocati a terra che permettono alla squadra di risalire il campo e sviluppare l’azione offensiva.

Del resto, come ha ricordato lo stesso Spalletti, Yildiz è un giocatore capace di fare cose che molti altri calciatori “non arrivano nemmeno a pensare”. Una qualità che emerge anche in allenamento, quando riesce a trovare soluzioni tecniche e traiettorie che pochi riescono a immaginare.

A soli vent’anni, i margini di miglioramento restano enormi. E se il progetto tecnico della Juventus continuerà nel segno di Spalletti e della crescita dei giovani più talentuosi, sviluppare anche questa dimensione del suo gioco potrebbe trasformare Yildiz non solo nel simbolo del futuro bianconero, ma in un attaccante totale capace di incidere in più ruoli del reparto offensivo.