Braghin: "Per il 99% dei club i risultati ottenuti quest'anno sarebbero straordinari, ma nella Juve è diverso"
Intervistato da L Football, il direttore generale della Juventus Women Stefano Braghin ha parlato della situazione del calcio femminile in Italia: "Con il professionismo si è avviato un certo tipo di discorso, ma la situazione del calcio femminile è ancora fragile, siamo come una nuova start up ed è chiaro che quando si è agli inizi c'è bisogno di sostegno ai club, per cui mi auguro che la nuova governance continui in alcune cose che aveva già fatto quella precedente, in termini di supporto. La sostenibilità è fondamentale e i fatti ci dicono che oggi il calcio femminile è ancora fondato prevalentemente sul mecenatismo e non su un sistema di business che potrebbe permettergli di affermarsi anche a lungo termine".
Parlando quindi delle Juventus Women: "In questa stagione abbiamo vinto le due competizioni che si sono già concluse, Supercoppa e Serie A Women’s Cup, e siamo in finale di Coppa Italia. In Europa abbiamo centrato l'obiettivo si superare la prima fase, riuscendoci con uno score che parla di sette risultati utili su dieci, mentre in campionato ci sono state delle difficoltà oggettive. Va detto però che i nostri risultati nel 99% delle società sarebbero giudicati come straordinari. È chiaro che per la Juve è sempre più difficile perché ogni anno bisogna portare al Museo almeno un trofeo, noi comunque in nove anni ne abbiamo portati 20".
Braghin chiude poi sulle giocatrici che hanno lasciato il bianconero per un'avventura nel campionato americano, quello più importante per il calcio femminile: "Siamo orgogliosi che guardino a noi, vuol dire che stiamo lavorando bene - le sue parole in merito alle cessioni di Girelli, Cantore e Boattin - parliamo di ragazze che ci hanno dato tanto, ma la nostra politica è sempre la stessa, finché una ha piacere di restare qui siamo felici, ma nel momento in cui si fanno scelte professionali diverse le rispettiamo perché nessuna va trattenuta a forza".
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