La Juve di Spalletti può giocare anche senza Yildiz, se costretta
Nessuna provocazione e ovviamente parliamo solo di casi estremi: la Juve di Spalletti funziona anche senza Yildiz. Alla vigilia della sfida contro il Bologna c'era qualche lecita preoccupazione per l'assenza del campione turco, o meglio per le sue condizioni non ottimali per cui l'allenatore lo ha lasciato in panchina, cosa mai fatta prima. Con il ginocchio infiammato, meglio non rischiare. La squadra invece ha risposto presente e nel migliore dei modi, con una prestazione top che ha depotenziato il Bologna. Evidentemente i bianconeri stanno crescendo sotto il profilo del gioco, i giocatori hanno recepito al meglio i dettami del loro allenatore. Addirittura è tornato al gol David, dopo un digiuno di ben 77 giorni.
Una cosa è scontata: Yildiz è il top della Juve e ovviamente Spalletti spera possa essere al meglio già dallo scontro diretto contro il Milan. Le trame di gioco della squadra sono però ben collaudate, magari si alimentano in modo diverso con la presenza di Kenan, ma sapere di poter contare sugli altri, quando Kenan è costretto allo stop, è un ulteriore e grande segnale di crescita della truppa. In buona sostanza, avere un giocatore come il turco è sempre un valore aggiunto per tutti, ma non esserne dipendente è un fattore altrettanto importante. Le gare alla fine del campionato sono cinque, come i punti di vantaggio su Como e Roma. Ma soprattutto solo 3 le lunghezze di ritardo da Milan e Napoli. Domenica prossima contro Allegri, la Juve, si gioca il secondo posto. Conte permettendo.
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