62 anni fa nasceva Gianluca Vialli: il ricordo di una leggenda del calcio italiano e della Juventus
Il 9 luglio 1964 nasceva Gianluca Vialli. Oggi avrebbe compiuto 62 anni, ma il suo ricordo continua a vivere nel cuore di milioni di tifosi. Campione straordinario, leader carismatico e uomo dai profondi valori, Vialli ha lasciato un'impronta indelebile nella storia del calcio italiano e, soprattutto, in quella della Juventus.
Dopo essersi affermato con la maglia della Cremonese e aver raggiunto la consacrazione nella Sampdoria, con cui conquistò uno storico Scudetto nel 1991 formando una delle coppie d'attacco più iconiche di sempre insieme a Roberto Mancini, nell'estate del 1992 arrivò alla Juventus. Un trasferimento importante, che avrebbe cambiato per sempre la sua carriera e la storia del club bianconero.
Con la Juventus, Vialli trovò la piena maturità calcistica. In quattro stagioni disputò 145 partite ufficiali, segnando 53 gol e diventando il leader tecnico e caratteriale di una squadra destinata a tornare sul tetto d'Europa. Indossò la fascia di capitano con orgoglio, incarnando perfettamente lo spirito juventino fatto di sacrificio, determinazione e voglia di vincere.
Il suo palmarès in bianconero parla da solo: uno Scudetto (1994-95), una Coppa Italia, una Supercoppa Italiana, una Coppa UEFA e, soprattutto, la Champions League del 1996, conquistata nella finale di Roma contro l'Ajax. Fu proprio Vialli, da capitano, ad alzare al cielo la seconda Coppa dei Campioni della storia della Juventus, in una delle immagini più iconiche della storia bianconera.
Quella squadra allenata da Marcello Lippi rappresentò uno dei punti più alti della Juventus degli anni Novanta e Vialli ne fu il simbolo. Non era soltanto un grande attaccante: era un trascinatore, un leader capace di guidare il gruppo dentro e fuori dal campo, qualità che gli valsero il rispetto di compagni e avversari.
Dopo l'esperienza juventina si trasferì al Chelsea, dove contribuì a scrivere un'altra pagina importante della propria carriera, diventando anche allenatore-giocatore e conquistando diversi trofei in Inghilterra. La sua figura, però, rimase sempre legata anche alla Nazionale italiana, con cui disputò due Mondiali e un Europeo.
Negli ultimi anni della sua vita, Vialli ha mostrato ancora una volta la sua grandezza umana. Nonostante la lunga battaglia contro la malattia, accettò il ruolo di capo delegazione della Nazionale italiana, lavorando al fianco dell'amico fraterno Roberto Mancini. Quel gruppo, unito da valori profondi prima ancora che dal talento, riuscì a conquistare l'Europeo del 2021, riportando l'Italia sul tetto d'Europa contro ogni pronostico.
Le immagini dell'abbraccio tra Mancini e Vialli dopo la finale di Wembley sono entrate nella storia dello sport italiano. Dietro quella vittoria c'era anche il contributo silenzioso ma fondamentale di Gianluca: la sua esperienza, il suo carisma e la capacità di trasmettere serenità e forza a tutto il gruppo azzurro furono elementi preziosi nel percorso che portò al trionfo.
Il 5 gennaio 2023, Vialli si è spento a Londra all'età di 58 anni, lasciando un vuoto enorme nel mondo del calcio. Il suo ricordo, però, continua a vivere attraverso ciò che ha rappresentato: un campione capace di vincere, un capitano rispettato da tutti e un uomo che ha affrontato ogni sfida, dentro e fuori dal campo, con straordinario coraggio.
Nel giorno in cui avrebbe compiuto 62 anni, il popolo bianconero ricorda Gianluca Vialli non soltanto per i gol e per i trofei conquistati, ma per l'esempio umano che ha lasciato. Perché ci sono campioni che vincono partite e campioni che riescono a lasciare un'eredità destinata a durare per sempre. Gianluca Vialli appartiene senza dubbio a questa seconda categoria.
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