Sul caso Vlahovic si vedrà la forza della nuova Juve
Juve-Vlahovic: certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano. Nella frase presa in prestito da una famosa canzone di Venditti, il termine amori è un ossimoro per come stanno andando le cose. Va sostituito con rapporti, la cui natura è tecnica e soprattutto economica. Ahimè! I fatti sono noti. Dusan è tornato a bussare alla porta della Signora dopo aver interrotto il rapporto, causa richiesta troppo elevata per ingaggio e bonus alla firma. La speranza del serbo era di trovare un top club in grado di offrirgli quanto richiesto. Niente da fare. Gli unici a farsi avanti sono stati i turchi del Besiktas, allenati da Italiano, disposti a dargli 10 milioni netti l'anno. Il giocatore però restare in un campionato competitivo. Da qui la retromarcia verso la Continassa. Qualcuno sostiene che la Juve dovrebbe chiudergli le porte, dimostrando la sua vera forza e il cambio di passo con la nuova dirigenza. Discorso lecito. Ci sono poi le esigenze, come quella di prendere un attaccante e Vlahovic sarebbe il nove ideale per Spalletti, questo lo sappiamo tutti. Oltre ovviamente a non pagare ulla per il cartellino perché svincolato.
La Juve potrebbe dare un segnale di potenza anche con il rinnovo, purché questa volta sia lei a dettare le condizioni. Mi pare scontato. Carnevali nei giorni scorsi sembrava avesse chiuso alla possibilità, evidentemente erano dichiarazioni strategiche in attesa del dietrofront. L'ad e dg bianconero conosce troppo bene queste dinamiche e probabilmente era certo si arrivasse al ritorno del “figliol prodigo”. Indiscrezioni mi dicono che il giocatore vuole continuare a vestire la maglia bianconera, ma il papà Milos preferisce cambi aria. Nel caso, l'offerta della Signora sarebbe di 6 milioni netti l'anno per un paio di stagioni, con drastica riduzione delle pretese rispetto al bonus alla firma. Prendere o lasciare! Dentro o fuori! Così è se ti pare! Possimo utilizzare qualsiasi frase al riguardo. Solo così avremmo la certificazione di un cambio di marcia da parte della nuova società: da Carnevali a Ottolini, passando per Massara. Servono segnali forti per chiunque avesse a che fare con la dirigenza bianconera: giocatori, agenti e club. Basta sottostare alle esigenze degli altri, rischiando peraltro clamorosi flop come accaduto nelle ultime stagioni. Compatibilmente con le difficoltà del momento storico, la Juve deve tornare protagonista, in campo e sul mercato.
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