I tre comandamenti della nuova Juve targata Carnevali-Massara
La Juve a livello dirigenziale c'è, di nuovo, grazie a Carnevali e all'ingaggio di Massara, ultimo tassello in ordine di tempo. Senza fare paragoni con il passato, finalmente di nuovo una struttura societaria di livello, dopo qulache stagione di precarietà che ha inevitabilmente condizionato il campo, quindi i risultati. Piuttosto scarni. Come si conviene ad un contesto di gruppo così importante, ogni ambito ha il suo responsabile, con il neo ad e dg al ivello più alto della piramide manageriale, per quanto siguarda l'aspetto tecnico/sportivo. La ricostruzione si concretizza attraverso la sinergia di tutto il corpo dirigenziale. E con delle regole ben precise, chiamiamoli pure comandamenti. Tre su tutti. Il primo riguarda il mercato. Scontato parlare di elementi in grado di innalzare il livello tecnico della rosa e dotati di una buona dose di personalità, il modo di trattare con club e agenti deve essere radicalmente diverso da quello di Comolli. Sì alla diplomazia, ma bisogna stabilire delle linee di confine e scadenze precise alle trattative. Tanto in entrata, quanto in uscita, la Juve tracci il percorso, quanto meno bisogna evitare di "subire" le trattative. "Non dobbiamo sbagliare", il diktat di Carnevali. Chiarezza e pragmatismo. Della serie, questa è l'offerta, prendere olasciare. Con la conoscenza e un pò di fantasia, si può arrivare anche a obiettivi magari poco sponsorizzati, ma funzionali al progetto di Spalletti. Qui ovvaimente serve l'esperienza di Massara. Deve essere comunque il tecnico a dare indicazioni rispetto alla tipologia di calciatore di cui necessita.
Comandamento numero due della nuova Juve: appartenenza. Questa volta bisogna lavorare concretamente. Sotto questo aspetto, un ex dirgente federale mi ha rivelato di aver parlato con Carnevali. L'ad imporrà ad ogni nuovo calciatore di fare il tour del museo bianconero, affinchè possa conoscere la storia di questo club e i fuoriclasse che si sono susseguiti nel corso di essa. Insomma chi arriva deve essere pienamente consapevole della maglia che indossa e del suo peso. Il resto dovrà farlo Spalletti durante gli allenamenti della settimana, prima e durante ogni partita. Lucio dovrà indossare anche i panni del mental coach, magari del padre che utilizza bastone e carota, più di quanto non abbia fatto nella passata stagione, quando ad un passo dal traguardo Champions, la squadra ha avuto un crollo. Guai a ripetersi. Il terzo comandamento è la comunicazione con media e istituzioni. La prima riguarda ancora Spalletti nelle confernze stampa. Vale per le vigilie delle partite, ma anche nel post. Parola d'ordine, spegnere sul nascere ogni principio d'incendio.In realtà Il tecnico lo ha fatto già l'anno scorso, con riusltati non sempre positivi. Per quanto riguarda gli episodi arbitrali, tocca alla dirigenza, vedremo se parlerà Carnevali, Massara o Chiellini. Giorgio sicuramente ha il compito di relazionarsi con le istuzioni, bisogna far sentire di nuovo la voce della Juve sui tavoli importanti di Lega, Figc e Uefa. Ci sarebbero altri comandamenti per scandire la nuova stagione. Partire con i primi tre sarebbe già importante.
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