A Montecarlo va di scena la sagra dei mediocri - Le contropagelle di Marco Sanfelici
di Marco Sanfelici
PERIN 6 Non è ancora scoccato il primo minuto che ci prova a complicare il copione, con un rilancio degno di Ridolini, ma la cosa è utile per capire che gli avversari sono “scarsi”, segnatamente Akliouche. Si riscatta su Vanderson, imbeccato dallo stesso Akliouche, deviando sopra la traversa. Poi, un paio di respinte, e vita tranquilla.
KALULU 6 La difesa tiene e Pierre tra tutti. Davanti non trova occasioni e lo stantuffo solito a destra, tossisce anziché ingranare. Si adegua alla routine di serata e non corre pericoli.
BREMER 6 Balogun è un mandingo di tutto rispetto, vero centravanti un pelo sopra ai compagni in fatto di qualità. Gleison lo doma, ma suda le proverbiali “sette camicie”. Subisce la spinta fatale proprio da Balogun che segna. L’arbitro non si fa ingannare e annulla giustamente.
KELLY 6,5 Si sobbarca il compito di far uscire la squadra dalla propria area, insieme a qualche disimpegno lungo. Se solo trovasse un poco di collaborazione da metà campo in su… Non soffre minimamente in fase di contenimento, dato che ormai la capacità in merito è di buonissimo livello.
CABAL 5 Riesce nella disperata impresa di far rimpiangere Cambiaso, non propriamente il massimo ultimamente. Arruffone quanto basta per mandarlo a quel paese, “casinista” non poco e totalmente privo di propensione a spingere in avanti. (CAMBIASO 6 Un quarto d’ora di tentativi di trovare lo spazio per andare profondo. Dà una qualche speranza di chiusura positiva del match, anche non riuscendo)
KOOPMEINERS 5 Finalmente l’olandese fantasma non è dannoso. È direttamente deleterio. Gira per il campo correndo come un mezzofondista, anche quando gli avversari sprintano. Perennemente in ritardo nelle giocate e bravo solo nel limitare la prestazione ai compagni vicini – Thuram in primis. Gli resta solo il ruolo del portiere e poi emigrare altrove. (ZHEGROVA 5,5 Qualche palla giocata con proprietà di palleggio ed un cross per il fotografo a bordo campo, ostinato nel pensare ad immortalare una rete bianconera)
THURAM 6 Costretto, per esigenze di copertura di Koop, a limitarsi a fare il...Locatelli. Devo aver contato 2 presunti tentativi a correre palla al piede in progressione. Due in 80 minuti. McKennie forse gli toglie dalla testa la palla che sta incrociando verso il secondo palo: siamo nel 1° tempo e magari potrebbe essere il goal del vantaggio. (DAVID S.V. Strana e goffa “pescata” nel mazzo da parte del mister che azzarda la doppia punta, forse per vincere? Chissà)
CONCEICAO 5 Come dimostrare che a certi livelli occorra la consistenza atletica. Passa il tempo a rotolare per terra dopo essere stato affrontato con energia. Non accenna ad un traversone nemmeno se minacciato. Inutile e giustamente lasciato negli spogliatoi. (YILDIZ 5,5 Schiaffato nella centrifuga del guazzabuglio che contraddistingue lo sviluppo della partita, impiega almeno 20 minuti per rendersi conto di essere in campo. Prova a sparigliare il mazzo con qualche veronica, ma non è serata. Anche i migliori si appannano se la qualità diffusa è scadente)
MIRETTI 6 Appare quello più “in palla” del centrocampo, a tal punto che il mister lo sostituisce per pareggiare il grigiore esteso con un degno contributore. Comunque tutte le palle toccate da Miretti sono valide, verranno buone a Parma (ADZIC 5 Il montenegrino sta alla sagacia tattica come chi scrive sta all’analisi matematica applicata al moto ondoso. Bel giocatore, peccato che debba giocare insieme ai compagni di squadra e possibilmente in maniera veloce e precisa. Ad inizio stagione mi era parso che potesse essere uno da regia o similia. Ritiro tutto e chiedo venia.
McKENNIE 6,5 Di gran lunga il migliore juventino in campo, senza fare cose eccezionali, ma giocando ogni pallone con determinazione e piglio. Tuttofare a sinistra, a destra, in mezzo, a supporto, in raddoppio. Universale, insomma, tant’è che si sciroppa un’altra gara intera, dato che il mister di lui non si priva. Nella prima frazione di gioco riesce anche ad andare al tiro, ma la sera di Montecarlo assomiglia ad una serata trascorsa al casinò senza mai azzeccare un numero
OPENDA 5 Perchè, Luciano, destar di noi tifosi l’ira funesta? Anche con questo tracagnotto saltibeccante? Non bastava già l’inconsistenza “made in Holland”? In 94 minuti riesce a tirare verso la porta monegasca una sola volta e fuori in diagonale. Dopo di che, la notte si ammanta di contorni astigmatici e la palla diventa un miraggio. A fine gara, rispetto a “mister 43 milioni”, Balagun il dirimpettaio sembra un fuoriclasse.
SPALLETTI 6 Rimedia l’assoluzione per due buoni motivi. La gestione degli uomini, in una fase di impegni ravvicinati e prolungati, col senno di prima e, alla luce dei risultati sugli altri campi, l’inutilità della vittoria per centrare l’ottavo posto, con senno di poi. C’è da augurarsi che la formazione iniziale presentata stavolta faccia parte di un tentativo mal riuscito di teatro di varietà. Un disordine simile non lo poteva immaginare nemmeno Thiago Motta ed è tutto detto. Squadra senza idee nella costruzione del gioco; sfilacciata per mancanza di intesa tra giocatori privi di amalgama; montata sulle ali dell’improvvisazione, di qualità bassa assai. Meno male che di fronte c’è una squadra già di per sé mediocre. E’ tempo di turn over, concesso, ma andrebbe utilizzato garantendo almeno un pizzico di motivazione. Archiviamo questa serata insipida, attendendo il sorteggio che stabilirà l’avversaria dei play off. La pallina nell’urna oscillerà tra Club Brugge e Galatasaray, con la sinistra presenza di un brutto cliente come Osimhen. Nel frattempo domenica a Parma, terra di eccellenze alimentari e di nebbia da tagliare col coltello, ci aspetta il solito campo di periferia nel quale avere tutto da perdere. Occhi spalancati e pochi scherzi.
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