Spalletti sa su chi non può contare
Che non sarebbe stata una grande gara lo si era capito già dalle dichiarazioni di Luciano Spalletti, che alla vigilia aveva detto chiaramente di essere curioso di vedere la squadra in campo con obiettivo già raggiunto. Insomma, i playoff (che ovviamente poi sono da superare) avevano già riempito la pancia della Juventus, perché onestamente per raggiungere gli ottavi diretti sarebbero serviti degli incroci complicati negli altri risultati, che infatti non si sono verificati.
Certo è che ci si aspettasse un impegno diverso da parte di chi è sceso in campo contro il Monaco, soprattutto da chi ultimamente aveva giocato di meno. La prestazione “sotto livello”, come l’ha definita lo stesso tecnico di Certaldo, è dunque frutto di un mix tra stanchezza, voglia di non farsi male da parte di chi ha tirato la carretta e mancanza di attitudine da parte delle cosiddette “riserve”. La gara del Principato ha sostanzialmente confermato cose che erano abbastanza chiare dalle scelte effettuate dall’allenatore della Vecchia Signora in questi mesi, ovvero che su alcuni elementi non si può contare, se non per emergenze o situazioni contingenti.
È sotto gli occhi di tutti che Spalletti non possa contare su Koopmeiners, dopo un anno e mezzo ancora calciatore né carne né pesce, incapace di eccellere in alcuna delle abilità sportive richieste dal calcio. Colpo di testa? Interdizione? Costruzione? Inserimenti? Finalizzazione? Nelle ultime 30 partite l’ex Atalanta, costato 60 milioni, ha un bottino di 0 gol e 0 assist. Non si può contare più di tanto nemmeno su Conceicao, pagato in totale 40 milioni e ancora una volta sostituito dopo soli 45 minuti. Il portoghese è spesso molto fumo e poca concretezza, soprattutto quando si alza il livello dell’avversario.
Non può contare Spalletti nemmeno su Cabal, che non aiuta né in fase difensiva né nello sviluppo dell’azione. Oggi al pur altalenante Cambiaso, il tecnico della Juve non ha un’alternativa. E non ha un’alternativa nemmeno Yildiz, perché quando il turco non c’è i vari Miretti e Adzic confermano di non riuscire ad avere la continuità di giocate e di scelte di qualità che impone la casacca di Madama.
Infine, ma non per ultimo, Spalletti non può contare su Openda, sul quale ci ha già detto tutto alla vigilia: soffre la pressione “e altre cose”, insomma, sente il peso della maglia della Juventus e lo si percepisce quando in campo continua a litigare con il pallone anche in situazione abbastanza in controllo. Sì, Spalletti ha migliorato la Juve nella proposta di gioco, ma non può trasformare in cigni i brutti anatroccoli. Questa rosa avrebbe bisogno di diversi innesti importanti, ma è già tanto se da qui a lunedì la dirigenza riuscisse a portarne a casa uno-due. Guardare avanti e vivere alla giornata, cercando di trarre il meglio che si può.
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