Le contropagelle di Marco Sanfelici: la Dea ruzzola dall'Olimpo Juventus-Atalanta 2-0

Le contropagelle di Marco Sanfelici: la Dea ruzzola dall'Olimpo Juventus-Atalanta 2-0TUTTOmercatoWEB.com
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Ieri alle 23:45Altre notizie
di Nerino Stravato

VICARIO 6,5 – Unico intervento in tuffo su un’incursione di Rowe a metà ripresa: respinta efficace da vero portiere bianconero. L’altro intervento glielo fa Kolo, sostituendosi a lui, come Superman che aiuta gli umani.

KALULU 6 – Pierre è in debito di mente sgombra e fatalmente ne va di mezzo anche il rendimento atletico. Nulla di grave, ora c’è una sosta lunga e potrà recuperare. Comunque, laggiù in fondo ci arriva ancora e anche con una certa pericolosità.

BREMER 7,5 – Il migliore in campo, “secondo il mio personalissimo cartellino” (cit. Rino Tommasi). Krstovic fa un atto di fede nel credere che il pallone sia rotondo, dato che Gleison glielo eclissa. E dire che fino a giovedì scorso la stampa in toto lo dichiarava in crisi e volto ad una china irreversibile. Sul corner dalla linea di “grottesca” (grottesca, guardare nel vocabolario) pennellato da Zhegrova, la sua testa fa concorrenza alle teste più geniali della storia, Pico, Leonardo, Albert, così andando, e a Bergamo è notte fonda.

LUCUMI 6,5 – John (Jhon mi genera una forte orticaria) al Bologna era sostanzialmente una “carogna” difensiva. Alla Juve sta migliorando su tutta la linea. Non solo si è fatto più “pulito”, ma i suoi interventi sono sempre a servizio del compagno vicino per far ripartire l’azione di attacco. Grande acquisto.

ÇELIK 6,5 – Ti credo che a Roma abbiano dato in escandescenze alla notizia che aveva firmato per la Juve… Loro sapevano che cosa avevano perso e che cosa aveva guadagnato la Juventus. A sinistra ci si va poco, ma quelle volte che ci si va, Zeki è una freccia nell’arco già pronta per essere scagliata. L’assist a Chico per il vantaggio è da scuola calcio.

DOUGLAS LUIZ 7 – Finalmente siamo ritornati a godere del vero Douglas, il fratello più brutto, ma brutto forte, si è perso nelle nebbie albioniche e là ce lo lasciamo. Padrone del centrocampo, in fase propositiva, in fase di ripiegamento, nel corto e nel lungo, la palla tra i suoi piedi è in cassaforte e costringe i bergamaschi a triplicarlo per venirne a capo. La Juve sta lievitando a vista d’occhio nella terra di mezzo e D. Luiz è il faro che orienta.

McKENNIE 7 – Se butta dentro di testa il traversone di Nico viene giù lo stadio. Ma Carnesecchi è un gran portiere e para di istinto. La squadra con Weston in campo è una compagine con delle pretese di alta classifica. Stoico in alcuni ripiegamenti a far da filtro e De Ketelaere sa di che cosa stia parlando.

WOLTEMADE S.V. – Entra per gestire il pallone tra i piedi, costi quel che costi, da vero teutonico.

CONCEIÇÃO 7 – Dopo il palo contro il Milan, il servizio a Koop di un rigore in movimento a Reggio Emilia, stavolta anticipa tutti in area e realizza il traversone rasoterra di Çelik. Eppure ci sono tifosucoli che lo discutono, forse vittime di scriteriati cattivi maestri.

ZHEGROVA 6,5 – Mezzo voto in più per la traiettoria del calcio d’angolo alla Paolo Veronese – consultare l’enciclopedia – per la testa di Bremer. Non deve sgasare come contro il Sassuolo, ma solo tenere la palla più lontano possibile da Vicario.

NICO GONZALEZ 7 – Il mister lo inventa incontrista, addensando il centrocampo arretrato come Sarri non si aspetta. La qual cosa non limita Nico, anzi lo carica a tal punto da farlo comparire in ogni parte del campo con grande intensità. Incespica davanti a Carnesecchi ormai completamente svuotato di energie. Peccato.

KOOPMEINERS S.V. – Poco o niente, davanti agli ex compagni.

ALAJBEGOVIĆ 5,5 – Il ragazzino ha buona volontà, ma contro i marpioni di Sarri non è sufficiente. Spalletti se ne accorge e per precisa scelta tecnica lo cambia per avere più consistenza in mezzo. Bocciatura? No, affatto. Queste sono le serate in cui un giovane accumula esperienza.

SARR 6,5 – Prestito dell’ultima ora di livello notevole. Ha scatto, controllo palla, visione di gioco, senso tattico. Locatelli è degnamente sostituito. Gli avversari sono avvertiti.

KOLO MUANI 7 – Partita paradigmatica del perché il mister lo abbia voluto e con lui anche i dirigenti. Kolo è una punta atipica, capace di dialogare con i compagni in ogni spazio di campo; in grado di partire in progressione come pochi; utile a creare soluzioni in area di rigore avversaria; perfetto nel senso di posizione, se no non sarebbe sulla linea di porta a respingere la palla del pareggio atalantino. Questo è Randal e se qualcuno storce il naso, vada a vedere le corse dei cani dietro una lepre finta.

KELLY S.V. – A volte si entra per consentire la “standing ovation” per un compagno che la merita.

SPALLETTI 7

Nel breve periodo, dopo la sconfitta di Reggio Emilia, Lucianone ha convissuto con il fantasma di un collega scomodo e “spintaneamente” appiccicatogli da juventini di dubbia capacità di comprensione del momento delicato e da addetti alla stampa che hanno usato il fantasma come cavallo di Troia, per destabilizzare l’ambiente della Continassa.

Luciano Spalletti da Certaldo esce dall’impasse alla grande, presentando una squadra che in quattro giorni colleziona sette reti a zero. Passi l’accozzaglia di Nimega, anche se pure quella partita è incominciata da 0 a 0, ma l’Atalanta di Sarri è un banco di prova tutt’altro che trascurabile.

È da apprezzare la padronanza dei ragazzi ad adattarsi a diverse situazioni tattiche, iniziando col 3-4-2-1, per attraversare il 4-4-2 e terminare col 4-5-1. Invenzioni come Nico basso a sostegno, Kolo a tutto campo, Sarr che scherma Douglas, non sono frutto del caso, ma frutto di lunghe sedute di allenamento, provate e riprovate.

La squadra ha un’identità, ha un’anima, cose che fino a pochi mesi fa sembravano irraggiungibili. Ora di questi ragazzi ci si può fidare, come del loro condottiero, al netto che si possa vincere, perdere o pareggiare.

Questo è lo stato dell’arte prima della lunga sosta per le Nazionali, venti giorni di decantazione delle conquiste certificate, che a Cagliari avranno subito un esame terribilmente concreto.

Marco Edoardo SANFELICI