Del Piero eterno: quella punizione alla Lazio che ancora fa tremare il tempo
Ci sono gol che valgono tre punti. E poi ci sono gol che restano sospesi nell’aria, come una promessa che non invecchia mai. L’11 aprile 2012 è una di quelle notti che la Juventus non ha dimenticato. E non dimenticherà.
Allo Stadium – allora ancora giovane, quasi acerbo – i bianconeri di Antonio Conte si giocano un pezzo di scudetto contro la Lazio. Partita sporca, tesa, nervosa. Pepe la sblocca, Mauri la riporta in equilibrio. È una di quelle serate in cui il destino sembra voler mettere alla prova tutto: nervi, gambe, ambizioni.
Poi arriva lui. Alessandro Del Piero. Numero 10, capitano, simbolo. Ma soprattutto uomo dei momenti che contano. Punizione. Palla che si alza, curva, accarezza l’aria e si infila dove il portiere non può arrivare. Non è solo un gol: è un gesto tecnico che sa di addio e di eternità insieme. Era la sua presenza numero 700 con la maglia della Juventus. E lui decide di celebrarla così, con un colpo che è insieme firma e testamento calcistico. La Juventus, oggi, lo ha ricordato sui social con poche parole e un peso enorme: “700 presenze in bianconero festeggiate così”. Ma la verità è che quel gol non ha bisogno di didascalie. Vive da solo, come certe opere d’arte.
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