Iaquinta: "Spalletti in campo è un martello, ma fuori sa come fare gruppo..."

Iaquinta: "Spalletti in campo è un martello, ma fuori sa come fare gruppo..."TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico De Luca
Oggi alle 12:20Altre notizie
di Claudia Santarelli
Vincenzo Iaquinta, ex attaccante della Juventus, parla nel corso di un'intervista anche dell'attuale tecnico bianconero Luciano Spalletti.

L'ex attaccante della Nazionale italiana e della Juventus, Vincenzo Iaquinta, ha rilasciato un'intervista ai microfoni de la Gazzetta dello Sport, nella quale ha parlato di vari temi, tra cui anche dell'attuale allenatore bianconero, Luciano Spalletti.

"Spalletti? Che anni a Udine! Avevamo un gioco spettacolare, Luciano era dieci anni avanti a tutti. Le racconto questa: io in spogliatoio ero il campione di braccio di ferro, battevo tutti. Un giorno si presentò lui, mi sfidò e a momenti mi spaccava il braccio. Tre secondi e via. ‘Così la smetti di fare il bischero’, mi disse. Questo è Spalletti. In campo è un martello, ma fuori sa come fare gruppo".

"Sugli infortuni? Mi hanno fermato troppe volte. A livello mentale sono stati tremendi: entri in campo con la paura, hai paura di farti male in continuazione. Anche alla Juventus, dopo l’arrivo di Conte. E vorrei raccontare una cosa, se posso. Quando è arrivato Antonio mi voleva tenere. Mi portò in ritiro e mi disse ‘Vediamo come va’. Giocavo, stavo bene. Poi ecco l’ennesimo infortunio. Conte mi chiamava ogni giorno per sapere come stessi, sperava in un mio ritorno. Dopo l’ultimo stop s’è dovuto arrendere pure lui. Non aver giocato per lui resta un rimpianto che mi porto dentro".

"Buffon? Ho giocato con tantissimi fuoriclasse, ma se devo fare un nome dico Buffon. Era impressionante. Quando in allenamento decideva che non avremmo fatto gol, potevamo anche andare a fare la doccia. Non c’era verso, non segnavi mai. È il portiere più forte della storia".