Juve, ecco perché Koke piace a Spalletti: non solo qualità, ma mentalità da vincente

Juve, ecco perché Koke piace a Spalletti: non solo qualità, ma mentalità da vincenteTUTTOmercatoWEB.com
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di Massimo Reina
fonte Gazzetta dello Sport
La Juventus cerca esperienza e leadership per ricostruire la propria identità. Tra i profili seguiti spunta Koke, storico capitano dell'Atletico Madrid.

La Juventus continua a guardare al mercato alla ricerca di giocatori capaci non soltanto di alzare il livello tecnico della rosa, ma anche di trasmettere esperienza, personalità e cultura della vittoria. In quest'ottica si inserisce il nome di Koke, bandiera dell'Atletico Madrid e uno dei leader più rispettati del calcio europeo.

A 34 anni il centrocampista spagnolo rappresenta molto più di un semplice rinforzo per la mediana. Parliamo di un calciatore che ha vissuto tutta la sua carriera ai massimi livelli, disputando finali di Champions League, vincendo campionati e diventando il simbolo dell'era Simeone. Un profilo che incarna perfettamente quei valori di sacrificio, appartenenza e spirito competitivo che la Juventus sta cercando di ritrovare.

Non è un caso che Luciano Spalletti abbia più volte sottolineato la necessità di ricostruire prima di tutto l'identità della squadra. Negli ultimi anni i bianconeri hanno spesso mostrato limiti caratteriali nei momenti decisivi, perdendo quella mentalità feroce che per decenni aveva contraddistinto il club. Proprio per questo l'eventuale arrivo di Koke andrebbe letto soprattutto sotto il profilo umano e dello spogliatoio.

Il centrocampista spagnolo non garantirebbe soltanto ordine tattico, qualità nel possesso e intelligenza calcistica, ma anche quella capacità di guidare un gruppo che si acquisisce soltanto dopo centinaia di partite ad altissimo livello. Un aspetto che oggi alla Juventus potrebbe valere quasi quanto un grande colpo di mercato.

Naturalmente l'operazione non sarebbe priva di interrogativi. Trapiantare una bandiera storica da un ambiente come l'Atletico Madrid non è mai semplice, soprattutto dopo una vita trascorsa con la stessa maglia. Tuttavia la Juventus valuta attentamente il profilo, convinta che per tornare competitiva servano anche uomini in grado di trasmettere ai più giovani cosa significhi convivere ogni anno con la pressione di dover vincere.