Le Contropagelle di Juventus-Roma, a cura di Marco Edoardo Sanfelici

Le Contropagelle di Juventus-Roma, a cura di Marco Edoardo SanfeliciTUTTOmercatoWEB.com
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domenica 21 dicembre 2025, 10:58Altre notizie
di Claudia Santarelli
...MO’ ARIVAMO NOI... JUVENTUS -- ROMA 2-1

DI GREGORIO  6,5  Tutto sommato non sfigura di fronte al dirimpettaio in odore di santità (secondo le radio romane). Un pizzico di esplosività in più sulle gambe gli consentirebbe di respingere meglio il tiro di Ferguson, evitando il tap in a Baldanzi, ma non sottilizziamo.

KALULU  6,5  Lottatore contro ogni caratteristica fisica che lo penalizza. E’ ormai una sicurezza e a destra dello schieramento bianconero si vive con una certa tranquillità. Viene chiamato dal mister a sostituire Chico sulla fascia e non disdegna di arrivare sul fondo.

BREMER  7  Imprescindibile per la difesa come il latte materno per il neonato. Con la sua presenza “s’acqueta l’anima mia” (cit. Andrea Chenier, opera lirica) e con la mia, anche quella di tutta la squadra. Dura 60 minuti e al 60° si siede sul prato, per ricordarlo alla panchina. (RUGANI  4,5  Perchè è Natale e si deve fare i buoni. Entra svirgolando un pallone in fallo laterale anziché rinviarlo, finisce servendo su un piatto d’argento il pareggio e gli va bene che Ferguson è solo alto e per niente tecnico. Che Dio ce la mandi buona, quando non se ne può proprio fare a meno!)

KELLY  6,5  Dopo la serataccia di Napoli Lloyd si riscatta con un paio di ottime partite contro Bologna e Roma. Di fronte agli attaccanti di movimento giallorossi non molla un secondo di entrare in pressione e d’anticipo. Soulè viene sostituito dopo una prestazione opaca e grande merito è dell’inglese juventino. Non disdegna la corsa in avanti, ma sempre con equilibrio, segno di concentrazione mentale.

McKENNIE  7  Sulla lista dei partenti a luglio, titolare inamovibile a Natale. È il fulcro delle ripartenze dei padroni di casa. Si materializza in area non si sa come, facendo perdere la testa alla difesa romanista, fino a confezionare il “Toh, segna” a Openda per il raddoppio. Ragazzo umile e determinato, che può festeggiare le sue 200 gare in maglia juventina a testa altissima.

LOCATELLI  7,5  Migliore in campo, di quel tanto da dominare l’inerzia della gara. Tiene a galla la Juventus nella prima frazione di gioco con una serie di interventi a recupero del pallone, sradicandolo dai piedi nemici con precisione chirurgica. Da una sua palla catturata si innesca l’azione che porta Chico al vantaggio sul filo della fine del 1° tempo. Smista palloni preziosi per far uscire i compagni dalla pressione avversaria nella ripresa e confeziona il lancio che mette Kenan in condizione di siglare il 3 a 1, se Eupalla non si mettesse in mezzo. E non è nemmeno il suo ruolo…

THURAM  6  Sta pian pianino riprendendo una parvenza di buona condizione. Si vede più spesso nel vivo del gioco, anche se non c’è ancora traccia del cavallone prorompente alla “Bagnoschiuma Vidal” che conoscevamo. Si fa comunque rispettare e incrociarlo non deve essere una bella sensazione. 

CAMBIASO  6,5  Firma l’assist geniale di esterno sinistro che dà a Conceiçao la palla dell’1 a 0. Forse basterebbe per elogiare la presenza in campo, ma aggiunge tante corse e tante rincorse per essere pronto sull’uomo e ripartire. E’ un altro elemento necessario per il salto di qualità, avanti così. (KOSTIC  S.V. Se lo speaker dice che è entrato, ci credo)

CONCEICAO  7  Francisco do meu caraçao… Lo cerco al solito posto e non lo vedo, poi lo scorgo casualmente in mezzo al campo e ricomparire nella posizione di mezzala sinistra. A destra in fondo ci vanno Kalulu e McKennie e allora diventa chiaro che la mossa di accentrare Chico è del mister, che così si incarta Gasp e manda il portoghese a referto. Esce per un fastidio muscolare e mi tocco (ZHEGROVA  5,5  Rovina l’esecuzione del traversone più bello visto allo Stadium negli ultimi 10 anni e che crea l’occasione del raddoppio, con una palla persa per troppo egoismo e che porta al goal di Baldanzi. Non contento, invece di appoggiare indietro a un compagno libero, tenta sull’out destro di andare via con una finta, mandando il pallone fuori e consegnandolo alla Roma che sta cercando l’occasione per pareggiare. Imperdonabile. Urge lavaggio al cervello di nozioni tattiche)

YILDIZ  7  Sfortunato sul palo che grida vendetta (verso gli dei dispettosi). Quando palla al piede riparte dalla sua metà campo lo stadio ha un momento di sospensione e poi parte l’urlo di spinta e di  sensazione che qualcosa stia per capitare. Mi fa venire in mente Boskov, dall’alto del suo “cervo che esce di foresta”. Kenan è un patrimonio bianconero, va difeso e valorizzato. Dirigenza avvisata. (MIRETTI  S.V.  Non c’è più tempo)

OPENDA  7  È appurato che dia più profondità alla squadra di quanto faccia David. Alla sua maniera, fatta di scatti e di incroci a crearsi spazi, assomiglia più lui a Dusan del canadese. Su di lui si appoggiano le azioni in profondità nel 1° tempo; si fa trovare libero al momento giusto per ribadire in rete un invito al goal di McKennie. E stavolta la rete fa 3 punti in classifica pesantissimi. E’ in crescita anche dal punto di vista tattico. (DAVID  S.V. Lotta su alcuni palloni, gli ultimi. E festeggia)

SPALLETTI  7,5  Vince la partita tra mille indugi, duemila tremori, diecimila tentennamenti. Non tanto dei giocatori, ma della cornice che si estende attorno ai suoi ragazzi. Inventa la seconda mossa vincente: dopo il corner con tutta la squadra fuori area di Bologna, stavolta assegna a Chico la mattonella della mezzala sinistra, svuotando la fascia destra da un gioco prevedibile e previsto dal Gasp e caricando il limite dell’area avversaria con un uomo in più. Fu rete in Emilia con Cabal, è rete con Conceiçao contro la Roma. Della serie: quando il mister non soltanto conta, ma è decisivo. Alla vigilia chi scrive ha avuto modo di prevedere una partita fatta dalla Roma, con la Juve pronta a ripartire. Spalletti deve avere sentito il mio intervento e lo ha seguito pedissequamente. Si fa per fare una battuta… Migliora la personalità di tutti i componenti, migliora la maniera di stare in campo, migliora il livello complessivo della presenza di una Juventus che si sta avvicinando agli standard storici. Dopo la serata di Napoli, in cui il mister ha sbagliato tutto lo “sbagliabile”, si è rimboccato le maniche, calando anche una notevole dose di umiltà che ha trasmesso ai giocatori. Un esempio che fa scuola e che consolida il legame tra lui e la rosa. A 66 anni, dopo una vita trascorsa sui campi di calcio, vedendone di tutti i colori, avere ancora questa capacità di autocritica e di cambiamento di rotta, è una dote rara. Ora il calendario si semplifica, con una serie di gare abbordabili che potrebbero consentire il pieno rientro al vertice. Meglio non fidarsi dei pronostici, ma, come diceva un noto venditore televisivo degli anni novanta del secolo scorso: “Non approfittarne è pura follia”. 

                                           Marco Edoardo SANFELICI