Ennesima apocalisse Nazionale: no Juve, no party
Zoff, Gentile, Cabrini, Scirea, Tardelli, Rossi. La chiamavano ItalJuve. Sì, perché nella finale dei Mondiali vinti nell'82' in Spagna, nella Nazionale del compianto Bearzot c'erano ben sei giocatori bianconeri. Più di metà squadra, come si dice in questi casi, un vero “blocco”. C'era tanta Signora anche nell'ultimo atto del trionfo del 2006 contro la Francia: Buffon, Grosso, Camoranesi titolari, come Zambrotta e Cannavaro che comunque lasciarono i bianconeri in quell'estate segnata da Calciopoli, quindi il subentrante Del Piero. In panchina Lippi, un altro con lo stesso dna di Pinturicchio. La storia parla chiaro: sono stati 149 i giocatori della Juve che hanno indossato la maglia azzurra, per un totale di 2500 presenze.
L'Italia di Gattuso crollata ieri in Bosnia e Erzegovina, nell'undici di partenza contava un solo elemento della Juve: Locatelli. Poi è subentrato Gatti, in panchina Cambiaso. Il segno dei tempi. Oggi si parla di blocco Inter, ad onor del vero in modo improprio. Bastoni, Di Marco, Barella: tre titolari (cui aggiungere Pio Esposito e Frattesi nella seconda metà di gara) in questo caso non fanno una prova. Forse potremmo definirlo un blocchetto. Peraltro fragile. Siamo di fronte ad una Nazionale perdente, per la terza volta di fila fuori dai Mondiali, seconda sotto la gestione federale targata Gravina. Un'offesa alla storia del nostro Paese, non solo sportiva. Il pallone nazionale è scoppiato da tempo. ItalJuve dove sei?
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