Flop Mondiale: Gravina al capolinea, Figc tra voto e commissariamento
Questa volta Gravina non riuscirà a salvarsi: oggi potrebbe essere l'ultima giornata da capo della Figc, troppo grave la terza esclusione consecutiva dell'Iatlia dai Mondiali, seconda sotto la sua gestione. Il Governo pressa il numero uno di Via Allegri: "Gli chiederò di fare un passo indietro, da lui mi aspetto un atto di dignità", le parole nette del Ministro per lo Sport Abodi. Senza aspettare il Consiglio, il diretto interessato oggi incontrerà la componenti federali e, salvo sorprese, dirà addio dopo una presidenza che dura dal 2018. Ci sono un paio di ipotesi sul tavolo. La prima è Abete come reggente fino a luglio, quando poi ci sarebbero le elezioni per il nuovo presidente. In verità è stato lo stesso numero uno dei Dilettanti a chiedere a Gravina un passo indietro e a proporsi provvisoriamente per la poltrona, già sua in passato. Della serie, "il vecchio che avanza".
L'altra opzione è il commissariamento. In questo caso il nome in pole position è quello di Malagò. La volontà sarebbe quella di trovare comunque un uomo proveniente dal mondo dello sport e l'ex presidente del Coni avrebbe già raccolto diversi consensi, nel caso Bedin sarebbe il segretario generale. Secondo indiscrezioni raccolte dalla nostra redazione, non si esclude la possibilità di un addio di Gravina che "in cambio" riceverebbe un ruolo in seno alla Federcalcio, seppure secondario. Va ricordato che lui è anche vicepresidente della Uefa, immediata la difesa di Ceferin, "patron" del Governo del calcio Europeo: "Non è assolutamente responsabilità di Gabriele e non mi permetterei di attaccare né i giocatori né l’allenatore. Forse sono i politici italiani che dovrebbero chiedersi perché l'Iatlia ha le peggiori strutture del vecchio Continente". Tornando alla prima ipotesi, sotto il profilo tecnico, se oggi il numero uno di Via Allegri presentasse le dimissioni, dovrebbero trascorrere 90 giorni per procedere a una nuova assemblea elettiva e la ricerca di una squadra per il futuro Governo del calcio italiano. Comunque vada, salvo ripensamenti, oggi sarà l'ultimo atto di una presidenza iniziata nel 2018, quando Gravina promise il Rinascimento del calcio italiano. A distanza di otto anni, il nostro mondo pallonaro si ritrova invece senza riforme e con un altro flop mondiale, vale a dire, in pieno Decadentismo.
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