Pedullà: "La Juve, quando deve fare il salto, si ferma e fa regali"
"La Juventus ha questa chiara caratteristica: quando è sul punto di staccare il tagliando per la definitiva competitività, si ferma e fa regali. Come se fosse la vigilia di Natale oppure l’ultimo giorno dell’anno. Champagne gratuito". Lo ha scritto nel suo editoriale su Sportitalia.com Alfredo Pedullà. "I due pareggi contro Milan e Hellas Verona sono stati allarmanti per due motivi: a) in casa di Massimiliano Allegri la squadra si è accontentata quando avrebbe dovuto fare la partita; b) contro Sammarco e soci la Juve è scesa in campo con la sicurezza-consapevolezza di avere già i tre punti in classifica, errore di presunzione colossale. Se la Juve è in questa situazione, la colpa principale è di Comolli che aveva confermato Tudor per poi esonerarlo dopo qualche mese, una decisione che è costata almeno 7-8 punti in classifica".
E ha concluso dicendo: "Adesso bisognerà restare allertati fino all’ultimo minuto dell’ultima giornata, esattamente come la scorsa stagione quando fu decisiva la trasferta di Venezia. E poi bisognerà pensare al mercato, ammesso (e molto non concesso) che i motori non siano stati accesi. La necessità di prendere gente con personalità spiccata, vedi Alisson Becker, è una chiave di lettura limpida e inequivocabile. La Juve deve andare in campo con la necessità di vincere le partite, con il desiderio di aggredire, senza pensare che il gol debba arrivare da un momento all’altro perché tu sei più forte e gli altri sfigati".
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