Non serve azzerare tutto di nuovo

Non serve azzerare tutto di nuovoTUTTOmercatoWEB.com
Oggi alle 00:01Editoriale
di Mirko Nicolino
Voci su un possibile allontanamento di Comolli senza qualificazione in Champions della Juventus, ma come potrebbero essere confermati Spalletti e gli altri?

La Juventus che è tornata ad allenarsi in vista della trasferta di Lecce dopo il giorno di riposo concesso da Luciano Spalletti, riparte da due punti fermi: Kenan Yildiz e Khephren Thuram si sono allenati in gruppo, ragion per cui sono abili e arruolabili quasi al 100% per questa delicatissima gara. Delicatissima perché la Juve si è messa nelle condizioni di doverla vincere per forza, dopo che il margine di errore è stato dilapidato con l’ennesimo pareggio casalingo, quello contro il già retrocesso Hellas Verona.

Considerato che il Como farà visita proprio agli Scaligeri, mentre la Roma sarà di scena al Tardini contro un Parma già salvo, il match più difficile del weekend sulla carta ce l’hanno proprio i bianconeri, perché i salentini si devono salvare e non faranno di certo sconti, nemmeno involontariamente. Una brutta gatta da pelare che fa ripiombare la Vecchia Signora nella stessa situazione difficile vissuta troppe volte in stagione.

È infatti la terza volta che la Juventus conquista il quarto posto, finge di fuggire e poi si fa riprendere. E anche se con Spalletti la media punti è leggerissimamente migliorata e si intravede una struttura di gioco, gli errori sono tali e quali della squadra allenata da Tudor, Motta prima ancora e anche Allegri. Immaturità, incapacità di leggere e gestire le situazioni, limiti tecnici notevoli. È per questo che all’arrivo del tecnico di Certaldo sostenevo di non aspettarsi miracolo, perché il gioco non trasforma gli attuali giocatori bianconeri in Mbappé, Rodri e compagnia. Un determinato livello o ce l’hai o non ce l’hai e nonostante tanti cambiamenti in rosa, negli ultimi anni l’ossatura della squadra è rimasta sempre limitata.

Responsabilità, in primis, di chi ha fatto le scelte di mercato, sicuramente, ragion per cui nemmeno Damien Comolli è esente da colpe, ma sebbene circolino da giorni delle voci su un suo possibile allontanamento senza qualificazione alla prossima Champions League, a mio avviso non hanno molto credito. La Juventus ha cambiato area sport per la quarta volta in pochissimi anni e Comolli è entrato da qualche mese nel Cda. Mandarlo via ora significherebbe azzerare di nuovo tutto, perché a quel punto non potrebbe rimanere in piedi la struttura da lui messa in piedi. Dovrebbero lasciare un po’ tutti, da Ottolini a Modesto, e perfino Spalletti, perché se Tudor è stato ritenuto responsabile, non può non esserlo anche il suo successore.

Insomma, sarebbe un nuovo caos che non gioverebbe a mio avviso alla causa bianconera. Ora è il momento di tenere il punto: fare queste tre partite che mancano alla fine della stagione, prendere il buono che ne verrà in termini di risultati e di contenuti tecnici, e farne tesoro per la costruzione della squadra del prossimo anno. Comolli, il suo staff e mister Spalletti devono restare al loro posto e avere una stagione dall’inizio per proporre il loro primo vero progetto e sarà solo la stagione 2026-2027 a dire se si è sbagliato ancora una volta nelle scelte o meno.