Pedullà sul caso Malagò: “Mi vergogno di far parte di questo sistema. Benvenuti a Narnia”

Pedullà sul caso Malagò: “Mi vergogno di far parte di questo sistema. Benvenuti a Narnia”TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico De Luca
Ieri alle 23:30Altre notizie
di Massimo Reina
Il giornalista critica duramente la gestione della vicenda legata alla presidenza FIGC e al commissariamento: “Il compromesso è diventato la regola”.

Parole pesanti, senza sconti. Alfredo Pedullà, nel suo ultimo intervento sul proprio canale YouTube, ha commentato con durezza il caso che coinvolge Giovanni Malagò e la FIGC, soffermandosi in particolare sulla decisione di ricorrere al commissariamento come soluzione alla vicenda.

“Mi vergogno di far parte di questo sistema”, ha esordito Pedullà, esprimendo solidarietà soprattutto ai giovani giornalisti che, a suo giudizio, rischiano di trovarsi dentro un ambiente nel quale lo spirito critico lascia troppo spesso spazio al compromesso. Il giornalista ha poi definito paradossale la situazione di Malagò, arrivando a ironizzare sull'ipotesi di un presidente che diventa commissario per poi tornare presidente.

“Mi sembrava una barzelletta di quelle che non fanno ridere”, ha spiegato, contestando un meccanismo che, secondo la sua lettura, avrebbe trasformato una vicenda tutt'altro che ordinaria in qualcosa di quasi normale. Il punto centrale della critica riguarda proprio il compromesso. Per Pedullà, nel calcio italiano troppo spesso si preferisce trovare una soluzione che consenta di mantenere gli equilibri e non rompere i rapporti, anziché affrontare fino in fondo le questioni.

Da qui il riferimento provocatorio a “Narnia, il mondo fantastico”, utilizzato per descrivere un sistema nel quale, a suo giudizio, accadono situazioni difficili da spiegare secondo criteri di normalità. Pedullà si è soffermato anche sulla vicenda della candidatura di Malagò, sostenendo che la questione relativa ai requisiti necessari avrebbe dovuto essere verificata prima dell'elezione e non successivamente. Da qui la sua analogia con una patente: non avrebbe senso sostenere l'esame e scoprire soltanto dopo che mancava un documento indispensabile.

La parte più dura arriva quando Pedullà allarga il discorso al sistema calcistico italiano e al ruolo dell'informazione. Il giornalista critica l'assenza, a suo giudizio, di un vero spirito critico nei confronti dei vertici del calcio, ricordando le numerose delusioni della Nazionale e chiedendosi perché, in quelle occasioni, non siano state poste con maggiore forza domande sulle responsabilità e sulle eventuali dimissioni.

Il ragionamento diventa così più ampio del solo caso Malagò. È una critica a un metodo, quello che Pedullà considera tipicamente italiano: trovare una soluzione di compromesso, evitare lo scontro e mantenere in piedi gli equilibri. Una logica che, nella sua interpretazione, finisce per rendere ordinario anche ciò che ordinario non dovrebbe essere.

“Pensavamo di essere ridicoli, ma siamo ancora peggio”, ha detto in uno dei passaggi più duri del video, tornando poi sulla vicenda FIGC e sul ruolo della politica. La conclusione è affidata ancora all'ironia: “Giovanni Malagò diventa commissario per poi tornare presidente tra 60-90 giorni. Fatevi una risata, che ormai c'è rimasto soltanto questo. Benvenuti a Narnia”.