Schira punge Comolli: “Mercato non condiviso con Spalletti. E la figuraccia Robertson pesa”

Schira punge Comolli: “Mercato non condiviso con Spalletti. E la figuraccia Robertson pesa”TUTTOmercatoWEB.com
Oggi alle 08:45Altre notizie
di Massimo Reina
Il giornalista contesta le dichiarazioni del CEO bianconero e mette in discussione la gestione del mercato juventino.

Nicolò Schira, attraverso un post pubblicato su X, ha espresso forti perplessità sulla gestione dirigenziale della Juventus, concentrando le proprie critiche su Damien Comolli e sul rapporto con Luciano Spalletti. Il punto di partenza sono alcune dichiarazioni recenti del CEO bianconero: «Non dormo da giorni, il mancato quarto posto è un fallimento. Con Spalletti abbiamo un buon rapporto: sul mercato è tutto condiviso».

Parole che, secondo Schira, non troverebbero però riscontro nei fatti. Il giornalista sostiene infatti che durante la sessione invernale, tra dicembre e gennaio, Spalletti avrebbe chiesto insistentemente un attaccante come unico rinforzo prioritario. Un’esigenza che, nella ricostruzione proposta, non sarebbe stata soddisfatta. Da qui la critica al concetto di “mercato condiviso”, messo apertamente in discussione. Secondo Schira, inoltre, il tecnico non considererebbe la propria stagione un fallimento totale, ritenendo che con maggiore sostegno sul mercato invernale la Juventus avrebbe potuto concretamente lottare per la qualificazione Champions.

A supporto della tesi viene richiamato anche il rendimento ottenuto dalla squadra sotto la gestione dell’allenatore toscano. Nel mirino finiscono poi diversi dossier di mercato. Il giornalista sottolinea come alcuni obiettivi graditi a Spalletti — Bernardo Silva, Alisson e Rudiger — starebbero progressivamente allontanandosi dalla Continassa. Particolarmente duro il passaggio dedicato al caso Andrew Robertson. Schira parla di una “figuraccia” dirigenziale, sostenendo che nel mercato europeo fosse noto da tempo l’accordo di massima tra il terzino scozzese e il Tottenham. Muoversi solo in extremis, secondo questa lettura, avrebbe esposto la Juventus a un prevedibile rifiuto. Una presa di posizione severa che alimenta ulteriormente il dibattito sul momento societario bianconero e sui rapporti tra area tecnica e dirigenza.