Spalletti conferma le indiscrezioni: Alajbegovic trequartista!
L'arrivo, ormai imminente, di Kerim Alajbegovic, ha fatto tanto parlare di sè nelle ultime ore. Da quando il suo nome ha cominciato a risuonare con insistenza in ambienti juventini, in molti hanno cominciato a chiedersi quale potesse essere la sua collocazione tattica nella nuova Juventus che si appresta ad affrontare la stagione 2026/27.
E sì perchè la mattonella più calpestata dal classe 2007, sia nel Salisburgo che in nazionale, è quella occupata da Kenan Yildiz, gioiello di casa Juventus, numero e 10 e calciatore simbolo. Il suo rinnovo recente, che lo ha reso il calciatore più pagato in rosa, è indicazione chiara e netta che sul turco la società ha intenzione di investire per il presente e per il futuro.
E quindi? Chi ha visto giocare il bosniaco, nato in Germania, durante la sua (breve) carriera da professionista, sa che le similitudini con Yildiz sono tante, sia a livello fisico, entrambi intorno ai 185 cm e ben strutturati, sia a livello tecnico, con numeri top a livello di dribbling tentati e riusciti (entrambi sopra il 70%), che piazzano entrambi diritto nel gota europeo in questo specifico fondamentale.
Se poi ci aggiungiamo le doti balisitche, la capacità di districarsi bene con entrambi i piedi e l'efficacia nel movimento a rientrare da sinistra come marchio di fabbrica, ecco che la tendenza ad immaginarli come alternativi diventa pressochè inevitabile.
Ebbene, qualcuno aveva azzardato l'ipotesi che il fresco diciottenne potesse effetivamente essere schierato in trequarti, anche perchè tra le varie osservazioni fatte nei mesi scorsi dal tecnico di Certaldo, durante le sue profonde ed articolate analisi dinanzi alle telecamere, il tema del "giocatore in grado di districarsi nell'angusto, nella palude" aveva rappresentato una sorta di cavallo di battaglia. Quell'interprete capace di andarsi a prendere il pallone lì dove gli spazi sono intasati, dove in pochi osano, ma dove chi vi riesce può davvero spostare gli equilbiri delle partite.
A togliere i dubbi anche ai più critici, ecco che ci ha pensato lo stesso Spalletti oggi, nell'immediato post partita, quando parlando dei due nuovi arrivati - attesi entrambi nelle prossime ore al J-Medical- ha descritto in modo chiaro ed evidente quello che sarà il lavoro di modellamento sul gioiello ex Leverkusen: "A noi manca il trequartista che sappia ricevere palla addosso e manovrare sui piedi".
Dei tre possibili ruoli in cui può essere schierato, quello di rifinitore è quello che, ad oggi, conosce meno; ma la sensazione è che la personalità, la tecnica cristallina e la visione di gioco di cui è provvisto, rappresentino una bagaglio sul quale Lucianone non vede l'ora di lavorare.
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