Veltroni: "Yildiz è un talento, uno dei pochi che accende la luce. E su Bremer..."

Veltroni: "Yildiz è un talento, uno dei pochi che accende la luce. E su Bremer..."TUTTOmercatoWEB.com
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di Fabiola Graziano

In un'intervista esclusiva concessa a Tuttosport, il giornalista e politico Walter Veltroni ha elogiato le qualità del numero 10 della Juventus Kenan Yildiz, senza dimenticare di esaltare anche quelle del difensore bianconero Gleison Bremer. Queste le parole di Veltroni:

"Sono sincero: il calcio di oggi non mi piace tantissimo. Oggi vedi pochissimi calciatori che saltano l’uomo o lanci di quaranta metri. Non vedi più un tiro che ti lasci con il fiato sospeso o un’azione geniale, nata dalla fantasia di un campione. Il calcio si è fatto travolgere da questa società fatta di fisico e non di cervello, fatta di muscoli e non di poesia. Salvo poi scoprire che i più grandi calciatori, che si chiamino Iniesta o Messi, non sono degli armadi.

Kenan Yildiz? Mi piace molto. Della Juve di oggi ci sono solo due giocatori che avrebbero potuto giocare in quelle del passato vincente e sono Yildiz e Bremer. Yildiz è un talento, fuori discussione: salta l’uomo, tira a rientrare, fa cose meravigliose, come Dybala. Ma avete visto che magia il passaggio di Paulo a Malen contro il Torino? Yildiz è uno dei pochi che, quando prende palla, si ha l’impressione che accenda la luce. Che qualcosa stia per succedere. Bremer? Mi ricorda Jurgen Kohler, il classico centrale della Juve possente e feroce.

Bremer e Yildiz due dei possibili protagonisti di Juve-Napoli? Un tempo erano Platini e Maradona, ora c'è meno poesia e meno classe. Ma sono due grandi squadre. E sarà una bella partita, intrisa anche di quella contrapposizione giocosa, la migliore, che Cannavacciuolo ha mostrato con Chiellini nell’ultima puntata di Masterchef.

Spalletti? Mi piace molto Spalletti: è uno istintivo e capisce di calcio. Diciamoci la verità: alla Juventus ha trovato macerie e ha messo insieme una squadra. Ha dato sicurezza a tutti. Ha fatto capire che esiste un undici titolare. Ha fatto le cose che fanno i grandi allenatori, quale lui è. Perché ha sempre fatto bene e sulla parentesi della Nazionale ci sarebbe da dire molto e se un giorno la racconteranno o si racconterà... Con lui e con una buona campagna acquisti, non fatta con le date di nascita e gli algoritmi, ma come la Juventus l’ha sempre fatta quando prendeva Scirea, Cabrini, Tardelli, ma anche Vignola, Caricola, Prandelli, Torricelli e Di Livio. Uomini prima che campioni. E poi andare a vederli, parlare loro, capire come sono. Non farsi guidare dai procuratori che ti fottono anche i pantaloni.

Conte? Come fai a non avere nostalgia di lui, di Allegri, di Lippi, di Trapattoni? Si ha nostalgia di quelli con i quali si è vinto. Capisce tanto di calcio. Se tu pensi come Conte trovò la Juve e come la cambiò in un solo anno, ecco quello ti dà la misura dell’allenatore".