Vocalelli: "Alla Juve si parla solo di progetto, ma prima servono stabilità e programmazione"

Vocalelli: "Alla Juve si parla solo di progetto, ma prima servono stabilità e programmazione"TUTTOmercatoWEB.com
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di Alessio Tufano

Ospite degli studi Rai, il giornalista della Gazzetta dello Sport Alessandro Vocalelli ha parlato della crisi che sta vivendo la Juventus, provando a tratteggiare un quadro della situazione: "Ai bianconeri manca una società forte dai tempi di Marotta, che all'Inter è arrivato da amministratore delegato e oggi è presidente, Ausilio è direttore sportivo ormai dal 2018 e accanto a lui c'è da allora il suo vice Facina. Se facciamo un raffronto con quello che ha vissuto la dirigenza bianconera, le differenze sono lampanti. Da Paratici a Cherubini, poi Giuntoli e oggi Ottolini, un susseguirsi incredibile di dirigenti, e mi sto riferendo soltanto ai direttori sportivi, perchè allargando lo sguardo ci sono Arrivabene, poi Scanavino e infine Comolli, e potrei continuare. Cambi su cambi mascherati dalla parola progetto che da sola non vuol dire nulla senza stabilità e programmazione, il problema della Juve in questo momento, è che non c'è un riferimento".

Vocalelli fa poi un bilancio sul lavoro di Spalletti sulla panchina bianconera: "Non è stata una stagione facile per lui, iniziata con l'esonero dalla Nazionale e conclusa con una Juventus in panne, per questo gli perdono qualche uscita rivedibile, come quelle in cui se la prende con fattori esterni. Un altro problema poi è il portiere, non voglio puntare il dito su Di Gregorio, ma che non sia da Juventus ormai è un fatto acclarato".