Frattesi-Juventus, è fatta? Da Milano voci del clamoroso accordo

Frattesi-Juventus, è fatta? Da Milano voci del clamoroso accordoTUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 00:50Calciomercato
di Massimo Reina
Il centrocampista piace, la Juve osserva, l’Inter non regala nulla. Tra voci di accordi verbali e realtà di mercato, la trattativa resta tutta in salita.

La Juventus torna a stringere il cerchio attorno a Davide Frattesi e lo fa con un approccio meno rumoroso ma più concreto. Le nuove indiscrezioni che arrivano da Milano, sponda nerazzurra, parlano di un accordo già raggiunto tra il centrocampista e il club bianconero, un’intesa di massima sul progetto tecnico e sul ruolo che Frattesi avrebbe a Torino. Un passaggio tutt’altro che secondario, perché sposta il baricentro della trattativa: non più solo un’idea, ma una pista strutturata.

Il nodo resta ovviamente l’Inter. Marotta continua a considerare Frattesi un patrimonio tecnico ed economico, valutato non meno di 50 milioni di euro, cifra che il club nerazzurro vorrebbe incassare integralmente per finanziare altre operazioni. La Juventus, però, lavora di fino. Comolli sta provando a costruire un’operazione sostenibile, basata su un prestito oneroso da circa 5 milioni con obbligo di riscatto fissato a 45 milioni, spalmati in tre rate annuali. Una formula che consentirebbe ai bianconeri di diluire l’impatto a bilancio, cercando al tempo stesso di limare qualche milione complessivo.

Dal canto suo, l’Inter resiste. Non chiude, ma non arretra: l’obiettivo è arrivare comunque ai 50 milioni preventivati, magari irrigidendo bonus e tempistiche. Frattesi non è un titolare fisso nelle gerarchie di Chivu, anche perché Susic lo ha superato come primo cambio, ma resta un’arma pesante, uno di quelli che cambiano l’inerzia delle partite. E questo, a Milano, lo sanno bene.

La Juventus osserva, tratta e aspetta. Senza strappi, senza proclami. Ma con una convinzione chiara: se il centrocampo va rinforzato con un profilo pronto, italiano e da gol, Frattesi resta il nome cerchiato in rosso. Ora la palla passa ai dirigenti. E lì, più che i muscoli, conteranno i nervi.