Kessié, il Presidente si candida per la Juve: cosa può dare alla Signora

Kessié, il Presidente si candida per la Juve: cosa può dare alla SignoraTUTTOmercatoWEB.com
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Ieri alle 23:40Calciomercato
di Nerino Stravato

Franck Kessié si candida per la Juventus. Il centrocampista ivoriano conosce le voci che lo accostano ai bianconeri e non ha mai nascosto il proprio gradimento per l'ipotesi Torino. Da svincolato, il suo nome rappresenta un'opportunità interessante per la società, ma al di là del mercato la domanda più importante è un'altra: che cosa potrebbe dare Kessié alla Juventus di Luciano Spalletti?

La risposta è soprattutto una: sostanza. Un giocatore capace di aggiungere fisicità, corsa, aggressività e presenza in mezzo al campo, caratteristiche che potrebbero permettere all'allenatore di avere una soluzione diversa rispetto ai centrocampisti oggi presenti in rosa.

Il “Presidente” che conosce già la Serie A

Kessié non avrebbe bisogno di un lungo periodo di adattamento al calcio italiano. La sua esperienza è iniziata in Serie A con l'Atalanta, passando poi dal prestito al Cesena prima dell'esplosione definitiva con il Milan.

In rossonero ha costruito la parte più importante della sua esperienza italiana, diventando uno dei protagonisti dello Scudetto conquistato dal Milan nel 2022. Era una squadra nella quale Kessié rappresentava una delle colonne del centrocampo: non soltanto per la capacità di recuperare palloni, ma anche per la sua abilità nell'inserimento, nella conduzione e nell'attacco dell'area.

Era un centrocampista capace di fare praticamente tutto. Non il classico regista e nemmeno esclusivamente un mediano di rottura: Kessié era un giocatore di equilibrio, capace di trasformare la propria fisicità in uno strumento tattico.

La qualità di Douglas Luiz, la forza di Kessié

Ed è proprio questo che potrebbe interessare maggiormente Spalletti.

La Juventus ha giocatori con caratteristiche tecniche importanti, ma non tutti sono in grado di garantire la stessa quantità di campo. Douglas Luiz, per esempio, può offrire qualità nella costruzione, nella verticalizzazione e nella giocata tra le linee, ma ha bisogno di essere inserito in un contesto che ne protegga anche le caratteristiche meno brillanti in fase di non possesso.

Kessié potrebbe rappresentare una soluzione complementare. Un giocatore capace di accorciare, aggredire, recuperare e coprire, lasciando magari maggiore libertà al compagno più tecnico.

Non sarebbe quindi necessariamente un'alternativa a Douglas Luiz. Potrebbe essere proprio il giocatore che gli permette di rendere meglio.

Kessié e Locatelli: due modi diversi di dare equilibrio

Ma l'ivoriano potrebbe essere anche qualcosa di diverso: un'alternativa a Manuel Locatelli.

La presenza di Kessié permetterebbe infatti a Spalletti di modificare il centrocampo in base alle caratteristiche dell'avversario. In alcune partite potrebbe servire maggiore qualità nella costruzione e allora Locatelli avrebbe un peso maggiore. In altre potrebbe essere necessario aumentare fisicità e aggressività, e lì Kessié potrebbe diventare una soluzione estremamente interessante.

Non sarebbe quindi una semplice questione di titolari e riserve. La Juventus avrebbe la possibilità di cambiare caratteristiche senza necessariamente cambiare sistema.

Un centrocampo con tante combinazioni

È qui che l'eventuale arrivo di Kessié renderebbe particolarmente interessante la rosa bianconera.

Spalletti potrebbe alternare Locatelli, Douglas Luiz, Kessié, McKennie e Thuram, costruendo di volta in volta il centrocampo sulla base delle necessità della partita.

Potrebbe esserci una soluzione più tecnica con Douglas Luiz e Locatelli, una più fisica con Kessié e Thuram, oppure una combinazione nella quale Kessié affianca uno dei due e McKennie viene utilizzato più avanti per aggiungere corsa e inserimenti.

La vera forza, quindi, non sarebbe soltanto avere Kessié in più. Sarebbe avere più possibilità di costruire il centrocampo, scegliendo di volta in volta quale caratteristica privilegiare.

Il Mondiale ha cancellato i dubbi?

Dopo il passaggio dal Milan al Barcellona e successivamente all'Al-Ahli, qualcuno poteva chiedersi quale fosse oggi il livello competitivo di Kessié rispetto alla Serie A che aveva lasciato nel 2022.

Il Mondiale 2026 ha fornito una risposta piuttosto interessante. Con la Costa d'Avorio Kessié è stato uno dei protagonisti della spedizione, giocando un ruolo importante nel torneo e confermando di essere ancora un centrocampista fisicamente e tatticamente utilizzabile ad alto livello.

Non significa che il Kessié del Milan sia automaticamente tornato. Ma significa che il giocatore ha dimostrato di essere ancora competitivo ad alto livello.

Un'operazione che può avere senso

Se la Juventus riuscisse a completare l'operazione da svincolato, il vero valore del colpo non sarebbe soltanto economico. Sarebbe soprattutto tattico.

Kessié porterebbe una caratteristica che Spalletti sembra cercare con insistenza: la capacità di coprire tanto campo e dare sostanza alla squadra.

Un giocatore che può giocare accanto a Locatelli, alternarsi con lui, affiancare Douglas Luiz oppure formare una coppia più fisica con Thuram. E con McKennie a disposizione, le possibilità aumenterebbero ulteriormente.

È questo il punto: la Juventus non prenderebbe semplicemente un altro centrocampista. Aggiungerebbe alla rosa un profilo diverso, capace di modificare l'equilibrio della squadra senza obbligare Spalletti a cambiare necessariamente struttura.

La ciliegina sulla torta

Il mercato bianconero dovrà ancora stabilire se ci sarà spazio per un intervento anche in attacco. Ma se Kessié dovesse davvero arrivare, la Juventus avrebbe completato un centrocampo dalle possibilità importanti.

Non soltanto per la qualità dei singoli, ma per la varietà delle soluzioni: tecnica, fisicità, corsa, inserimenti ed equilibrio.

Il Presidente si candida per la Juventus e la Juventus sembra considerarlo il profilo giusto per aggiungere sostanza alla squadra di Spalletti. Ora resta da capire quando arriverà quella chiamata che Kessié sta aspettando.

Perché, se il Presidente dovesse davvero vestire il bianconero, Spalletti avrebbe un'altra arma importante per costruire il suo centrocampo.