Allegri gioca il tutto per tutto nel momento più delicato. Il sentimento popolare che impazza sui social non fa bene a nessuno.
Arriva una settimana che dovrebbe cominciare a fare chiarezza sulla prossima Juventus. Una settimana che potrebbe sancire l’arrivo ufficiale di Cristiano Giuntoli, una settimana che dovrebbe inserire i primi tasselli nel delicato puzzle che andrà costruito. In un mare di fake news, la navigazione non può ormai che essere a vista. Tra offerte dall’Arabia che si moltiplicano di giorno in giorno, seguendo più il desiderio di una parte di tifoseria che non la realtà, matrimoni con fantasiose partecipazioni di giocatori della Juve, il tifoso resta sempre più spiazzato confuso, in balia delle effimere onde da social che quasi sempre si infrangono sugli scogli della realtà.
E’ appena finita una stagione in cui ci siamo battuti per mettere a tacere il famoso “ sentimento popolare” quello che voleva la Juventus in serie B, quello che era capitanato da giornalisti “esiliati”, quello che puntualmente sbatteva in prima pagina i presunti guai della Juventus con precisione chirurgica alla vigilia di partite importanti, ed eccoci oggi a confrontarci con un altro sentimento popolare, anche in questo caso trasportato dai social, che guida la “rivolta” contro la permanenza di Allegri.
Un movimento che ha portato ad una nuova profonda divisione, perché non tutto il popolo juventino è sulla stessa lunghezza d’onda, che ad oggi non ha creato niente se non confusione, battibecchi più o meno velati e correnti pericolose. Allegri dovrebbe essere cambiato? Secondo chi vi scrive si, Allegri è l’allenatore giusto per ripartire? Secondo chi vi scrive no, ma sempre chi vi scrive ritiene che fare le battaglie contro i mulini a vento sia del tutto inutile. Esprimere un parere, una perplessità, una voglia di rinnovamento è del tutto legittimo e comprensibile, esasperare la situazione no, magari solo per ritagliarsi cinque minuti di popolarità o raggranellare qualche like in più. La società ha fatto una scelta, per i più non condivisibile, ma va accettata e come tale rispettata. C’è tempo ancora per cambiare idea? Nel calcio mai dire mai, nel mercato, e me lo ha insegnato chi segue giorno dopo giorno le trattative, la parola fine la si può mettere solo davanti a firme e comunicati ufficiali, ma continuare oggi, 27 giugno, a ripetere sempre la solita storiella sembra davvero eccessivo e per certi versi stucchevole.
Senza voler insegnare niente a nessuno, ma la storie emersa sabato scorso sulla presunta nuova offerta Araba, non era altro che la rielaborazione di quanto già detto e scritto da qualcuno una decina di giorni orsono. Eppure nell’immaginario collettivo e nel mondo dei social, o forse meglio nel variopinto universo dei sogni e di un certo sentimento popolare, eravamo di fronte alla svolta epocale, esattamente come qualcuno aveva condannato senza appello Federico Chiesa, che al matrimonio del “ simpatico “ Bastoni non era mai stato.
E’ un’estate strana: poche certezze, tante incognite, entusiasmo sotto zero e polemiche a non finire. La campagna abbonamenti non è decollata, anche se siamo sempre alle fase iniziali, i tifosi sono come svuotati da un anno che ha lasciato profonde ferite dentro e fuori dal campo. Tuttavia una base per ricominciare dovrà essere creata. Tutti sono cedibili, ma non tutte le cessioni sono uguali, non tutti i ruoli si possono coprire con la stessa qualità. Vero, quello prossimo sembra nascere come un campionato di transizione per la Juventus, ma guai a dimenticare il dna bianconero, si parte sempre per competere e mai per fare i comprimari.
Considerando poi che quasi certamente la squadra sarà impegnata solo su un fronte, la Coppa Italia partirà gennaio, come si può pensare ad un ruolo marginale? Ecco perché Allegri si gioca il tutto per tutto in una scommessa che sembra, e ripetiamo sembra, quasi persa in partenza. I ritorni non mi sono mai piaciuti, ancora di meno le scommesse. Caro Max siamo livornesi e testardi entrambi, vero, ma forse questa volta un passo indietro sarebbe servito anche per non rovinare quanto di bello fatto per la Juventus. Detto questo, il tuo nome resterà sempre nella storia della società, i successi, le sconfitte ma anche la caparbietà e la voglia di sfidare tutto e tutti.
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