Ecco perché Giuntoli è il miglior regalo che la Juventus potesse farsi per il centenario degli Agnelli...

Ecco perché Giuntoli è il miglior regalo che la Juventus potesse farsi per il centenario degli Agnelli...TUTTOmercatoWEB.com
mercoledì 26 luglio 2023, 15:00Editoriale
di Vincenzo Marangio

Fidatevi, vincere per la Juventus è ancora l'unica cosa che conta. Ma prima di vincere bisogna porsi una domanda: la Juventus è un club che si accontenta di uno scudetto per poi sparire gli anni successivi? No, affatto. La Juventus è un club che si accontenta di vincere qualche Coppa Italia o Supercoppa per saziare la propria fame? No, affatto. E arrivare a giocarsi una finale di Champions League è sufficiente motivo di soddisfazione? No, magari è un rammarico che si porta sulla pelle per tanto tempo. E allora a cosa ambisce la Juventus? Beh, lo dice la sua storia, quella che qualcuno ogni tanto dovrebbe andare a rispolverare prima di emettere facili giudizi, il club bianconero ambisce ad aprire cicli perché è l'unico modo per dimostrare la grandezza di un progetto, di una programmazione. E siccome la Juventus non è soltanto una squadra di calcio ma una vera e propria azienda, è disposta a restare nell'ombra qualche anno purché questo lasso di tempo sia utilizzato per ricostruire successi in serie.

Ma, proprio per questo, c'è un'altra cosa che il tifoso juventino deve imparare a capire, e cioè che la frase "noi siamo la Juventus" non è una formula magica per trasformare in oro qualsiasi cosa o per vincere sbattendo le ciglia, "noi siamo la Juve" deve essere semplicemente una carta d'identità che ricordi che di questo club bisogna fidarsi perché è un club che ha la pretesa di vincere, non solo una volta ma tante volte. Ma per aprire cicli lunghi c'è bisogno di un duro lavoro alle spalle, un lavoro che porta errori fino a quando non si trovano uomini e quadra giusta. E se sarà ancora Allegri l'uomo giusto, ad esempio, per la panchina, lo scopriremo già quest'anno così come se non dovesse essere lui, si cambierà. Non tra un anno, ma subito. 

Si perché dopo tre anni è tornato l'uomo che poteva mettere mano alla ricostruzione della Juventus, Cristiano Giuntoli. Non è una divinità scesa in terra ma un dirigente che ama lavorare e curare i dettagli e, sembra strano, ma uomini così oggi sono una rarità. Giuntoli è l'uomo che controlla la funzionalità degli attrezzi della palestra, l'altezza del terreno di gioco dove ci si allena e gioca, l'uomo che controlla che tutte le mattonelle del centro sportivo siano sane e al posto giusto, l'uomo che lascia che la gente s'interroghi a che serva Lukaku mentre lui magari si dedica a tutt'altro. Giuntoli è l'uomo che si metterà sulla panchina della Juventus a guardare nelle sfumature di uno spogliatoio nel quale deve tornare disciplina. Anche a costo di mandare brutalmente via chi lo ha guidato per anni. Sacrificio, lavoro, razionalizzazione e ambizione. In tempi in cui economicamente in Italia non possono arrivare grandi campioni, Giuntoli è il miglior regalo che la proprietà potesse farsi per il suo centenario. Aspettare e vedere per credere...