Giuntoli, pensaci YOU e aiuta US tifosi a capire quello che sta succedendo
Dispiace, questo sì. Al di là dei nomi e della vicenda in sé. Dispiace perché se fosse stata anche solo una bravata – ad essere buoni - la si sarebbe archiviata con la condanna social e la consueta lapidazione di chi campa sulle disgrazie altrui. Visto che il problema degli scommettitori, invece, è solo la punta dell'iceberg dell'attività malavitosa creata attorno, allora è bene scegliere gli adeguati provvedimenti per correggere il sistema. Cristiano Giuntoli, al suo quarto mese operativo in bianconero, si trova l'ennesima patata bollente tra le mani e a lui, i tifosi juventini, affidano la spiegazione del problema Fagioli: «Siamo dispiaciuti, gli siamo vicini. Avvertimmo la Procura Federale e il giocatore con i suoi avvocati si è messo subito a disposizione. Il nostro compito non sarà punirlo, come avverrà, ma dobbiamo rieducare un sistema».
Scommesse - Chiariamo subito un aspetto, inevitabilmente anche più di uno. Tutti hanno detto la loro, a partire dal signor Corona che ci sguazza in queste faccende, e molti solo per difendere l'orticello, salvare il proprio figlio e/o assistito o per lanciare qualche messaggio di circostanza. Come al solito è colpa degli “altri”. Bisognerebbe iniziare a smetterla di difendere tutto (il sistema) e tutti (i giocatori), a maggior ragione quando davanti si hanno degli uomini che restano giovani solo per giustificare le “cazzate” che riescono a combinare. Gli arricchiti senza nessuno sforzo, e con l'alibi dei sacrifici fatti per raggiungere ad esempio alti livelli calcistici, dovrebbero immergersi nella settimana tipo di un loro coetaneo, in procinto di laurearsi o alla ricerca di un lavoro, per rendersi conto del vero significato di sopravvivenza quotidiana. E magari con la prospettiva di guadagnare pochi euro utili a malapena per vivere.
Responsabilità - Non sono affatto invidioso, anzi, quando rifletto su certi casi in cui gli interessati si bruciano da soli, mi ritengo anche più fortunato. Fortunato di aver “scommesso” su di me (qualcuno potrà sorridere), di aver avuto una famiglia che mi ha educato senza la consulenza di un mental coach e gratificato dalla presenza continua di amici che ho saputo scegliere da solo, allontanandone pochi e allo stesso tempo insignificanti. Non vi preoccupate: non vanto nessuna medaglia, ma vorrei ristabilire ordine nelle gerarchie di vita. Sbagliare è umano, ma un conto è mandare all'aria tutto per disperazione, un altro utilizzando la forza del vile denaro. Scommettere di per sé non è un reato. Farlo però sotto falso nome e su siti illegali lo è, così come trascinare nel vortice altre persone quasi fosse una catena infernale. La consapevolezza di queste persone è terrificante: sanno esattamente cosa cercano, pensando anche di farla franca. E non chiamateli semplicemente “ludopatici” perché non li aiuterebbe a cambiare. Incombenza lasciata, prima di tutto, alle persone a loro care e non risucchiate dall'improvviso e sciccoso stile di vita.
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