La gara di Nantes il crocevia fondamentale per la Juventus
La partita di questo pomeriggio contro il Nantes rappresenta uno degli snodi stagionali per la Juventus. Data l’attuale sentenza che vede i bianconeri penalizzati in Serie A di 15 punti - falsando di fatto il campionato della Juve e la lotta alla qualificazione della prossima Champions League - Coppa Italia ed Europa League rappresentano gli obiettivi bianconeri. Proprio il ritorno contro i francesi, che sancirà il passaggio del turno ai prossimi ottavi di finale di Europa League, rappresenta per la Juventus un appuntamento da non fallire.
La gara di andata si è svolta con una moltitudine di emozioni: voglia di vincere, solite amnesie di squadra e reparti vari, paura di perdere ed episodi arbitrali a sfavore della Juve. Una Juve che dovrà far tesoro degli errori nella prima gara per cercare di prendere una qualificazione troppo importante per lasciarla sfuggire.
Onestamente, non voglio neanche pensare ad una Juventus che non passi il turno con una squadra ampiamente alla portata di Allegri ed i suoi ragazzi.
Tolti Arsenal ed una tra Barcellona e Manchester United - che si affrontano nello scontro diretto - le altre contendenti sono tutte alla portata dei bianconeri.
Questo significa che la Juventus può vincere praticamente contro tutte le avversarie ma, per ottenere i risultati attesi, dovrà necessariamente giocare con più grinta, coraggio, attenzione difensiva e soprattutto ritmo che è mancato per larghi tratti nel match di andata.
Nonostante le assenze di Pogba - ormai una consuetudine - Miretti, Milik e Chiesa - sul quale si potrebbe aprire un tema sul suo pieno recupero - l’organico bianconero è superiore al Nantes. Ovviamente, tutto questo va tradotto in campo e, oltre ai giocatori, dovrà essere bravo Allegri a preparare la gara ed a motivare i propri calciatori.
Il mister di Livorno è apparso troppo nervoso e piccato con le tv nel dopopartita di Torino, elencando i numeri delle sue squadre nel corso degli ultimi anni.
Purtroppo per lui, però, i numeri non vanno in campo e, come in tutti i settori del lavoro e della vita, sono i risultati che si ottengono che certificano la bontà delle competenze e del lavoro svolto.
Come scritto e detto la scorsa settimana, a mio parere non è questo il momento di chiedere la testa di allenatore e alcuni giocatori (LEGGI QUI), ma è tempo di stringersi intorno alla squadra, anche criticando duramente se necessario, sempre nell’ottica di una possibile crescita che passerà anche dal risultato di stasera.
Se positivo, la Juventus continuerà il suo percorso europeo e dovrà cercare di arrivare in fondo alla competizione; se negativo - mi auguro di no - sarà un ulteriore conferma di una stagione praticamente fallimentare dove più di qualcuno sarà costretto a rendere conto a tifosi e proprietà.
Vedremo tra poche ore cosa accadrà…
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